Pastificio sfumato A spasso 14 operai
Bondeno, sindacati durissimi contro Fin Bieticola «Non ha presentato un piano credibile. Una triste fine»
BONDENO. Le ultime settimane per la questione Finbieticola e per gli ultimi quattordici dipendenti rimasti a carico dell'azienda, sono stati campali. «Dopo tre incontri che si sono svolti a Roma - dice Cristiano Pistone (Flai-Cgil) - non si è arrivati ad un accordo, anzi, si è arrivati ad un verbale di mancato accordo. Dopo avere terminato la cassa integrazione guadagni il 30 giugno: esaurito quel percorso, senza possibilità di riattivarlo, l'ultima soluzione è lasciare in mobilità gli ultimi 14 lavoratori». Una procedura iniziata già dal 27 giugno e dal 1° luglio, i lavoratori si trovano senza ammortizzatori. Con la firma del verbale, «abbiamo purtroppo concluso infruttuosamente la prima fase che si deve svolgere: quella sindacale - dicono i rappresentanti dei lavoratori - aprendo quella in cui si andrà a definire il tutto in una sede istituzionale: la Provincia. L'azienda manderà il verbale sottoscritto e chiederà una data in cui incontrarci. E formalizzare così la procedura di mobilità». Pare il 9 ottobre, salva diversa convocazione. Le tre sigle, Flai, Fai e Uila, precisano che chi è uscito dall'azienda in precedenza, con incentivi, lo ha fatto volontariamente o con requisito pensionistico. «Degli ultimi lavoratori rimasti, nessuno è stato indisponibile all'attività lavorativa, ed arrivare ora con un verbale di mancato accordo preclude loro una opportunità lavorativa, con ricadute morali, sociali». Non erano mancate perplessità sul pastificio, ma ad oggi, dopo l'ufficialità che non ci sono più rapporti da mesi tra Thomas Food (interessata a realizzare il pastificio) e Finbieticola, il progetto rimane sulla carta (ieri era stato convocato un incontro tra il sindaco Fabbri e le parti; ndr). I 14 lavoratori, di fatto, subiscono un «licenziamento, perché la mobilità lo è». Opzioni alternative? «Non le hanno presentate. Rispetto ai timori che avevamo, possiamo dire che erano fondati. La peggiore ipotesi si è realizzata», dice Paolo Fabbiani (Fai-Cisl). Ieri, i lavoratori erano radunati alla Camera del Lavoro di Bondeno, in una riunione fiume con le parti sindacali. Per loro, si apre la fase più delicata, in mobilità e con alcuni anni ancora davanti prima della pensione. Vittorio Botti (Uila-Uil) ammette di non ricordare neppure i tanti volti presentatisi al tavolo regionale sulla riconversione, vincolata dalla legge 81 2006. Ci sarà, invece, la chiusura della procedura. «Una triste fine, che volevamo evitare», dicono delusi i sindacati.
Mirco Peccenini
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