«Federico, non deve succedere mai più»
Lino Aldrovandi al concerto dedicato alla memoria del figlio. La mamma Patrizia: «Occasione personale e universale»
«Vorrei che quanto accaduto a Federico non accadesse più a nessun figlio. Federico non era un eroe e non avrebbe voluto esserlo. Era solo un ragazzo di 18 anni con una vita davanti». Lino Aldrovandi, padre del giovane morto a Ferrara ormai nove anni durante un intervento di 4 agenti di polizia, trattiene a stento le lacrime. Dimostra una grande forza d'animo, una tenacia che lo ha accompagnato in questo lungo e arduo percorso. Sul palco stringe il foglio del discorso in una mano e il microfono nell'altra. Fa di tutto per tenere le dita ferme ma l'emozione tradisce anche lui. Le mani tremano, gli applausi scoppiano e in un sospiro la voce rompe l'attesa. «Mi chiamo Lino Aldrovandi e sono il padre di Federico Aldrovandi - primo applauso dal pubblico - Chi uccise Federico è ancora in servizio ma io, non potrò mai considerare poliziotti quei quattro agenti. Ogni notte penso a quell'alba maledetta, a quel giovane che chiedeva aiuto. È impressionante pensare a quel cuore spaccato. Una "tortura" subìta da un diciottenne morto chiedendo aiuto». In un brevissimo excursus il padre del giovane ha voluto ricordare le tappe della vicenda che ha segnato per sempre la vita di quella famiglia e, probabilmente, anche di questa città. «Voglio ringraziare pubblicamente il sindaco Tagliani e il suo predecessore, Sateriale, persone che stimo moltissimo per l'appoggio che ci hanno dato in questi anni... Dai primi sit in, all'apertura del blog, alle manifestazioni, alle iniziative e fino a oggi, voglio ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicino. È aberrante per me - prosegue - sentire ancora affermazioni come: “È morto perché se lo meritava”. Vorrei che quanto successo a Federico non accadesse più a nessun figlio». Al termine del discorso, insieme a un applauso incondizionato, alcuni ultras della Spal hanno anche dato il via al coro "Per Federico alè, per Federico alè". In piazza Municipale di persone ce ne sono. Volti nuovi, mescolati tra quelli di chi segue il caso sin dall'inizio. «Ora che le vicende giudiziarie sono definitivamente chiuse - spiega Fabio Anselmo, legale della famiglia - è importante portare avanti questo appuntamento perché la memoria va conservata: se si perde quella si perde la propria identità. Quanto accaduto non va dimenticato». Il primo cittadino, in conferenza stampa aveva spiegato che: «Non si tratta solo di un evento commemorativo, ma di un vero e proprio appuntamento civile e civico. Portare una simile manifestazione in piazza Municipale significa che è la città intera a voler ricordare Federico Aldrovandi». E secondo Patrizia Moretti, la madre, le cose stanno veramente così perché dice di sentire questa terza edizione di "Musica per Federico", in maniera diversa rispetto alle precedenti: «Questa è un'occasione personale e universale allo stesso tempo. Da un lato voglio ricordare Federico attraverso la musica e l'arte, perché so che gli sarebbe piaciuto e dall'altro vorrei che questo appuntamento costituisse un momento di riflessione e discussione più ampio».
Samuele Govoni
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