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In Carife prove di unità tra i sindacati

In Carife prove di unità tra i sindacati

Le mosse dei commissari richiudono la frattura tra le sigle. Settanta uscite in più ma niente risparmi su due dirigenti

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Le nuove mosse dei commissari Carife, dalla mancata proroga del contratto integrativo alla sospensione con “giallo” della quotazione del titolo, stanno ottenendo come risultato collaterale il ricompattamento del fronte sindacale, che si era spaccato in maniera plateale durante l’estate. La prossima settimana è infatti in programma un incontro tra le cinque sigle rimaste al tavolo aziendale, Dircredito, Cisl e Ugl da una parte, Fabi e Cgil dall’altra, per tornare a valutare assieme le questioni più calde, tra le quali anche l’applicazione del piano di solidarietà sul quale si era consumata la frattura. «Di fatto sono uscite dalla banca una settantina di persone in più di quelle obiettivo dei commissari - sottolinea Luca Dalprato (bancari Cisl) - e continuano a non fornirci i dati dei risparmi su questi stipendi. Poiché si tratta comunque di questioni economiche, come l’integrativo, gli inquadramenti e Carife Sei, cioè i temi affrontati in maniera unitaria, vedremo se è possibile ricostruire un fronte sindacale comune, per il bene di tutti i colleghi». È possibile che in questo caso lo stato di agitazione proclamato dalle tre sigle possa rientrare, magari estendendo al tavolo unitario alcune delle questioni da loro sollevate: c’è, tra le altre, quella del rifiuto dei commissari di accogliere la domanda di fondo esuberi per due dirigenti, rinunciando così al risparmio su questi stipendi (la base in Carife è 80mila euro l’anno).

Nell’incontro dell’altra mattina è stata sfiorata anche la questione della quotazione a 0 euro di mercoledì («un errore nelle procedure») nell’ambito del congelamento della quotazione: misura, hanno chiarito i commissari, chiesta da Bankitalia per tutte le banche commissariate. I sindacati si sono messi in attesa, a loro risulta che fino ad oggi solo Banca Marche abbia fermato gli scambi. Il parere di molti è che una misura del genere doveva essere presa già un anno fa, quando gli scambi diventarono esigui e si era ampiamente capito che il valore del titolo avrebbe proseguito nella sua discesa.

Quanto a Commercio e Finanza, l’ultima indicazione dei commissari è la seguente: entro settembre la vendita dovrebbe sbloccarsi. Sempre la cordata Rbs-Fonsai in pole.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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