A Pilastri campane a festa per inaugurare la chiesa
Ieri la cerimonia con l’arcivescovo, completato il restauro post terremoto Don Sibani: questa è la casa di tutti dove vivere un modo nuovo di essere paese
PILASTRI. La chiesa era stata riaperta lo scorso giugno, al termine di una toccante processione per le vie del paese, e con una veglia di preghiera all'interno. Ieri, però, è stata una giornata particolare per Pilastri. La giornata dell'inaugurazione ufficiale della chiesa dedicata a San Matteo, patrono del paese e ripristinata dopo il terremoto, che per la seconda volta in due anni lesionò la struttura ecclesiastica nel maggio del 2012 (era successo anche nel luglio l'anno precedente). Tutto questo, tuttavia, non distoglie le coscienze della comunità, da quanto accaduto, e portavoce del sentimento è stato ieri il sacerdote, don Roberto Sibani, nel ricordare che «il cantiere della ricostruzione e della restaurazione interiore è sempre aperto».
Un messaggio che è stato lanciato dal rintocco delle campane, alla presenza dell'arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Luigi Negri, e dai bambini della parrocchia. Importanti i restauri che hanno consentito di mettere in sicurezza la chiesa e il la torre campanaria, che ha a lungo gravato su via Farini. Presenti anche i tecnici che si sono occupati dei restauri ed il sindaco Alan Fabbri. Il quale ha fatto capire che la ricostruzione continua: «Festeggiamo oggi l'apertura della chiesa, che ha avuto la possibilità di essere interamente restaurata».
Anche ieri mattina, una processione ha attraversato le vie della popolosa frazione, con il vescovo Negri che è passato anche dal centro sportivo (vicino al quale sorgono le nuove scuole) per impartire la sua benedizione. E per la festa del paese che prenderà vita il prossimo fine settimana, ci sarà anche la statua del patrono, San Matteo, che è stata restaurata dopo gli sfregi subiti dal crollo della cappella per il terremoto, ed alla quale i fedeli potranno ora rendere di nuovo omaggio.
«Un grazie sincero - ha espresso dall'altare don Roberto Sibani - a tutti coloro che hanno fatto in modo di arrivare a un restauro così strepitoso e bello. La chiesa è la casa di tutti, un luogo dove poter vivere un modo nuovo di essere paese. Il restauro diventa così un'occasione per rafforzare le motivazioni interiori, ridando colore a quanto si è estinto. Perché quello che si è realizzato con tanti sacrifici, sia un motivo in più per sconfiggere l'indifferenza, verso un radicale miglioramento».
Mirco Peccenini
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