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la giornata diocesana È domenica

«Difendere la famiglia tradizionale cristiana»

«Difendere la famiglia tradizionale cristiana»

L’ultimo messaggio di Negri ai fedeli a confronto con alcune proposte sostenute dal Papa

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Combattere «gli ultimi radicali attacchi per l’eliminazione della famiglia cristiana, che è la piena espressione della famiglia naturale», un tentativo di “distruzione sistematica” portata avanti da una “ideologia” che «dispone di enormi strumenti di pressione e ha addirittura creato una immagine alternativa alla famiglia stessa attraverso varie teorie. Alcune di esse tendono a riconoscere il ruolo di famiglia alle coppie omosessuali, altre - come quella del gender - a relativizzare le differenze sessuali. Tutto questo enorme apparato è teso a far scomparire il dato in cui si è condensata da secoli la gratuità dell’esistenza umana e la gratuità del rapporto fra Dio e l’uomo».

Sono alcuni passi del messaggio che l'arcivescovo Luigi Negri ha inviato ai fedeli, in previsione della Giornata diocesana della famiglia che si terrà domenica prossima. Un appuntamento che «cade in un momento grave per la vita della Chiesa e della società - prosegue Negri - dato che l'identità della famiglia cristiana è divenuta inaccettabile perché sporge in maniera radicale dal contesto diventato normale ed indiscutibile di questa società», divenuta «fondamentalmente anticristiana e, per questo, sostanzialmente disumana». L'intervento dai toni radicali dell'arcivescovo di Ferrara si colloca, per sua stessa ammissione, nel dibattito che avvia il Sinodo straordinario, convocato da papa Francesco proprio su questi argomenti. Un evento preceduto dalla pubblicazione di un libro da parte di cinque cardinali (tra cui il bolognese Caffarra) su molti punti distonico rispetto alle aperture manifestate dal cardinale Kasper, vicinissimo a Bergoglio. Un fatto, la scrittura di un testo prima di un Concilio da parte di voci autorevoli del mondo ecclesiastico, decisamente inusuale e perciò malvisto negli ambienti vaticani. Evidente come Negri si senta più vicino ai primi, i “conservatori”, quando nota che anche in campo teologico «si chiede a gran voce, e la voce è tanto più forte quanto poche sono le ragioni di questa posizione, che si muti semplicemente il dogma e lo si renda più accettabile da parte della stessa mentalità dominante». Quindi, per il vescovo, il Sinodo deve essere «un’occasione straordinaria per ribadire ciò che è irrinunciabile nella posizione della dottrina cattolica sulla famiglia, che pesca direttamente nell’autorità del Signore Gesù Cristo e in ciò che Egli ha solennemente affermato in molte occasioni». Con buona pace di chi, tra l'altro, vorrebbe consentire la comunione ai divorziati risposati.

«Alcuni al prossimo Sinodo vogliono una guerra ideologica. La dottrina della Chiesa è aperta, loro vogliono una verità cristallizzata. Il bersaglio delle polemiche non sono io, ma il Papa», ha detto in un'intervista il cardinale Kasper, il teologo che Francesco ha elevato a teorico contemporaneo della “teologia in ginocchio”, capace di ascoltare la società e i drammi esistenziali dell’uomo, «non per condannarlo ma per camminare insieme a lui».

Fabio Terminali

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