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Eterologa, via alla corsa. Ed è già emergenza donatori

Eterologa, via alla corsa. Ed è già emergenza donatori

In regione c’è chi ha avviato i primi cicli di fecondazione, centinaia di domande Ma mancano ovociti e spermatozoi esterni alla coppia. Il Sant’Anna attende l’ok

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La sentenza della Corte Costituzionale che ad aprile 2014 ha riaperto un passaggio sbarrato dieci anni fa (con la formulazione originaria della legge 40) alla fecondazione eterologa, ha restituito una speranza anche a tante famiglie ferraresi. Non si sa ancora quante sono perché nessuno ha ancora potuto raccogliere dati ed elaborarli a livello centrale. Ma circolano stime. Una l’ha ufficializzata l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Carlo Lusenti, all’inizio di settembre. In Emilia Romagna ogni anno circa 4500 coppie ricorrono alla fecondazione omologa (interna alla coppia). «Con l’eterologa (che richiede la collaborazione di donatori esterni, ndr) aumenteranno del 10-15%», ha dichiarato Lusenti. A regime quindi circa 450-700 coppie potrebbero mettersi in lista ogni anno nei centri della regione per accedere al trattamento rilegittimato dalla Consulta. Pazienti che in parte, finora, si rivolgevano all’estero. Le coppie ferraresi dovrebbero essere quindi, a regime, alcune decine, ma si tratta di un dato non ancora sicuro. C'è poi da considerare che nei dieci anni in cui è stata in vigore la legge 40 si è accumulato uno stock di richieste che in questa fase iniziale potrebbero far lievitare la domanda di prestazioni.

Al Sant'Anna, nel Centro per lo studio dell'infertilità di coppia diretto dal professor Roberto Marci , assicurano di aver ricevuto «diverse chiamate. Le professionalità (medici, biologi, psicologi) ci sono tutte, siamo in attesa, come altri centri dell’Emilia Romagna, del completamento del percorso indicato dalla Regione». Una procedura che dovrà verificare se e attraverso quali adeguamenti il servizio del Sant'Anna, che offre prestazioni di primo livello (inseminazione artificiale a bassa complessità organizzativa e tecnico-professionale), potrà accogliere le richieste per la fecondazione eterologa. Il centro ferrarese, come conferma il professor Marci, dovrà diventare di secondo livello, «ma è solo questione di tempo».

Una decina di giorni fa la giunta regionale ha adottato le linee guida per l’eterologa, recepite dalla Conferenza delle Regioni. Negli allegati sono indicati i requisiti per ogni livello di prestazione. Ai servizi già autorizzati per l’omologa (21 in Emilia Romagna, di cui 10 pubblici e 11 privati) viene concesso un periodo transitorio per adeguarsi (la scadenza è fissata al 31 dicembre 2014). Pochi giorni fa si è saputo che sarà il centro di medicina della riproduzione dell'ospedale “Cervesi” di Cattolica (3° livello) ad effettuare il primo trattamento incrociato fra coppie.

L'Emilia-Romagna è tra le regioni che si sono mosse per prime nella corsa in ordine sparso per restituire agli aspiranti genitori l'opportunità cancellata dalla legge 40. Toscana e Veneto si stanno dando molto da fare.

Le segreterie dei centri per la diagnosi e terapia di coppia stanno raccogliendo da tempo le richieste. A Cattolica già all'inizio di maggio, poco dopo la sentenza della Corte, erano state registrate una cinquantina di domande. A Bologna il Sant’Orsola, dove è attiva una struttura di terzo livello attrezzata per i trattamenti medicalmente più complessi (3° livello), si attendono donatori. E questo sembra ora il problema emergente, segnalato un po’ da tutti i centri, perchè in Italia la donazione di spermatozoi e gameti sarà gratuita, diversamente da quanto è previsto in alcuni paesi esteri.

Nei centri pubblici della regione si pagheranno solo gli esami diagnostici e di idoneità. Circa 240 coppie hanno contattato Tecnobios Procreazione srl (3° livello, privato), di Bologna. Questo mese sono stati avviati "10-15 trattamenti - annuncia il direttore Andrea Borini - Il ciclo costa intorno ai 2500 euro per gli ovuli e 5-600 per gli spermatozoi». Le cifre del privato possono essere anche più alte: fino a 3000 euro per gli ovociti, ma in realtà un tetto non esiste. (gi.ca.)