«La nave romana sta bene Lavori entro tre anni»
Comacchio, l’archeologo Cesarano chiarisce: nessun mistero, stiamo lavorando Si parla di un preventivo da 1milione e200mila euro per recuperarla
COMACCHIO. Tanto per mettere le cose in chiaro sulle sorti della nave romana di Valle Ponti, venuta alla luce nel 1981 durante lavori di dragaggio e conservata dal 1989 in una sala del museo di Palazzo Bellini all’interno di un contro-scafo in vetroresina, ha accettato di parlarne l’archeologo Mario Cesarano, al termine della conferenza di sabato sera sulla figura dell’imperatore Augusto. «Bisogna ristabilire la verità – ha detto il funzionario della Soprintendenza ai beni archeologici, ospite a Comacchio per le giornate europee del patrimonio - perché la nave gode di ottima salute e non è vero che si sia dissolta, come qualcuno teme. Il guscio in vetro-resina immerso nell’acqua, che avvolge lo scafo, ha protetto in tutti questi anni l’imbarcazione che, non è affondata come si legge da più parti, ma si è arenata».
Sottolineando che nel tempo le metodologie di restauro del legno antico si sono affinate e che quelle utilizzate ad esempio sul relitto del Vasa (galeone svedese naufragato nel ‘600), ora custodito nel museo di Stoccolma, hanno palesato nel tempo problemi per via delle sostanze chimiche impiegate, Cesarano ha aggiunto che «c’è una ditta di Salerno specializzata in restauro di navi antiche, come quelle rinvenute ad Olbia ed Ercolano, che ha sperimentato una tecnica assolutamente innovativa». Per farla breve, si parla di un preventivo da 1milione e200mila euro per recuperare la nave romana dell’età augustea, per reperire i quali, almeno in parte, la Soprintendenza avrebbe già pensato di attingere a finanziamenti europei con apposito bando in uscita ad ottobre. «Partecipiamo al bando – ha assicurato Cesarano – per intercettare i finanziamenti necessari al progetto di restauro, ma ci devono venire idee migliori per reperire ulteriori risorse, perché il bando non copre tutte le spese». Nel frattempo vanno avanti i monitoraggi periodici, dai quali si riscontra, secondo il funzionario, che la nave sta bene «e attende solo di svegliarsi dal lungo sonno».
Cesarano prevede infine «il taglio del nastro con la musealizzazione entro 3 anni, con un cantiere aperto, come una sorta di grande fratello, grazie al quale tutti possano assistere alle varie fasi dei lavori di recupero». Come noto il bene è di proprietà dello Stato e non del Comune che lo ospita ed è la Soprintendenza ai Beni Archeologici deputata a curare tutti questi aspetti. «Speriamo che l’Europa riconosca la nostra intelligenza e il nostro impegno, - ha concluso con un pizzico di ironia Cesarano-, altrimenti dichiareremo guerra all’Europa».
Katia Romagnoli
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