Attrarre nuove imprese e creare lavoro
È l’obiettivo del bando promosso da Comune e Camera di commercio. Le condizioni: aziende esterne, assunti ferraresi
Il Comune e la Camera di commercio dai loro sempre più magri bilanci hanno ricavato 300 mila euro da destinare a un bando che ha l’obiettivo di attrarre nuove imprese a Ferrara. Il Comune ha messo 175 mila euro: 75mila vengono dal taglio del 10% degli stipendi di sindaco e assessori che è stato deliberato da Tagliani e soci subito dopo le elezioni del 25 maggio; 100 mila euro provengono dall’avanzo di bilancio 2013. E qui l’assessore Marattin ha detto la sua: «Prima di spendere bisogna risanare, ecco perchè siamo particolarmente fieri e orgogliosi di poter concorrere a questo bando».
La Camera di commercio ha contribuito con 125 mila euro, anche questi rastrellati uno a uno dalle economie dell’ente, che dovrà far fronte alla diminuzione di risorse derivanti dal taglio progressivo dei contributi camerali deciso dal governo. Dalla giunta comunale sono arrivati i ringraziamenti al dirigente dell’ente Mauro Giannattasio per l’impegno profuso. Il bando - e anche questa è una novità - è di facile lettura. Poche regole e chiare. Una peculiarità che è stata rimarcata da Paolo Govoni: «È davvero facilmente fruibile». Ma il presidente della Camera di commercio ha innanzitutto sottolineato «l’idea forte e sensata che c’è alla base del bando, quella di cercare di attrarre nuovi investimenti dall’esterno».
Senza questi requisiti difficilmente la Camera di commercio avrebbe potuto co-finanziare una iniziativa extra. Lo sforzo è stato riconosciuto da Tagliani: «Il nostro partner è serio e molto impegnato». Il sindaco ha fatto anche il parallelo tra la sua scrivania stracolma di richieste di cittadini (dal taglio dell’erba allo sfrattato che chiede un tetto, dallo spogliatoio da riparare alla strada con le buche) e quella di Govoni che immagina soverchiata da richieste di aiuto delle imprese. Le due facce della stessa medaglia hanno messo insieme le risorse per dare un segnale e contribuire a portare imprese e lavoro a Ferrara. Resta da vedere se le due istituzioni collaboreranno anche in futuro con la stessa sintonia. Assai presto la Camera di commercio dovrà decidere se orientarsi verso un’alleanza con la Romagna o con Bologna, come predilige Tagliani. Govoni ieri non ha sciolto la prognosi pur confermando la proficua collaborazione con il Comune. Ha detto che il confronto interno e con le altre Camere di commercio è in pieno svolgimento, che la solidità di bilancio e l’efficienza della Camera di Ferrara sono apprezzati anche da realtà non confinanti e che «alla fine prenderemo la decisione migliore per le nostre imprese». Per il 2015 ha garantito 3,5 milioni di risorse a sostegno del credito, dell’innovazione, dell’export. Govoni ha anche annunciato che il 1º ottobre ci terrà a Ferrara un incontro con la Regione su Expo 2015.
I contenuti del bando-calamita delle imprese li hanno illustrati gli assessori Caterina Ferri (lavoro, attività produttive) e Roberto Serra (commercio, semplificazione amministrativa). Possono chiedere contributi le imprese che non abbiamo sede legale, nè sedi secondarie nel Comune, mentre l’investimento deve essere fatto nel territorio comunale.
L’investimento non può essere inferiore ai 60mila euro; il contributo a fondo perduto sarà pari al 40% con un tetto massimo di 48mila euro. Un’altra importante condizione per accedere al contributo è la creazione di occupazione: bisogna che la nuova impresa produca un incremento di almeno due posti di lavoro; sono contemplati due soli contratti: a tempo indeterminato e a tempo determinato della durata minima di 2 anni. Gli assunti devono risiedere o essere domiciliati nella provincia di Ferrara. Se l’impresa assume a tempo indeterminato anche un disoccupato il contributo lievita dal 40% al 50%, fino a un massimo di 60 mila euro.
Marcello Pradarelli
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