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Fer al ministero per il metro

Fer al ministero per il metro

Si cerca di sbloccare i 25 milioni del cantiere. Via Bologna, sbarre giù per anni

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È arrivato il D-Day, non il primo a dir la verità, per il metro di superficie. Oggi pomeriggio alla sede romana del ministero dei Trasporti, il direttore generale del trasporto pubblico locale, Virginio Di Giambattista, incontrerà i suoi corrispondenti tecnici di Fer, per scongelare i finanziamenti necessari a riprendere e concludere i lavori del tunnel ferroviario. Si tratta di 25 milioni di euro depositati in banca a nome dell’azienda ferrarese, ma bloccati da un paio d’anni a causa dei problemi derivati dal cambio in corsa di alcuni parametri tecnici (la larghezza dei tunnel ferroviari, ad esempio) e delle conseguenze del sisma. «Siamo fiduciosi di poter rispondere in maniera positiva alle questioni sollevate dal ministero, speriamo dunque di poter ottenere lo sblocco dei finanziamenti e riattivare quindi il cantiere» incrocia le dita l’amministratore Fer, Sergio Alberti. Un grosso ostacolo è stato tolto di mezzo dall’indicazione del ministero dell’Interno, per il quale non è necessario un ulteriore parere sulla variante del progetto da parte del comando regionale dei Vigili del fuoco, avendo tra l’altro ridotto le dimensioni del tunnel. Poiché le nuove prescrizioni imponevano ulteriori opere d’impermeabilizzazione e di adeguamento sismico, del costo stimato in 5,3 milioni di euro, Fer dovrà portare al ministero la delibera con la quale la Regione, un mese fa, ha deliberato l’ulteriore stanziamento. Se tutte le carte risulteranno in regola, allora nel giro di qualche giorno dovrebbe arrivare la lettera ministeriale che autorizza lo sblocco dei 25 milioni.

Non sarà tuttavia sufficiente a far ripartire il cantiere. L’ultimo tassello è il completamento delle procedure di esproprio dei terreni, per le quali la scorsa settimana la giunta comunale ha approvato la convenzione proprio con la Fer. In base a questo accordo, le fasi operative saranno gestite dal Comune mentre Fer provvederà ai pagamenti. Si tratta di operazioni residuali, che non dovrebbero impegnare più di due-tre mesi. «Entro la fine dell’anno c’è la speranza di poter affidare all’Acmar di Ravenna il riaccantieramento» è la previsione di Alberti, in caso a Roma vada tutto liscio.

Può poco, invece, la Fer sui disagi segnalati in questi giorni da parte dei passeggeri dei bus 3C e 4C che transitano in via Bologna, pagando 26’ di attesa ogni ora a causa delle sbarre abbassate nel passaggio a livello unificato. «I tempi sono scanditi da precisi regolamenti, data la vicinanza con la stazione - allarga le braccia l’amministratore - Bisogna arrivare alla fine dei lavori». Tra i due e i tre anni di calvario, a occhio. (s.c.)

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