La Nuova Ferrara

Ferrara

in corte d’appello il 16 febbraio

Coop Costruttori, la verità dal processo bis

Coop Costruttori, la verità dal processo bis

Il più grande buco finanziario ferrarese verrà rivisto alla moviola dai giudici di Bologna

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Finì con una sentenza “salomonica”: 8 condanne e 12 assoluzioni per il crac Costruttori. La sentenza uscì il 16 febbraio 2013, dopo 3 anni di processo e quasi 6 di inchiesta e udienze preliminari per il più grande buco finanziario della storia economica ferrarese in cui vennero inghiottiti oltre 1 miliardo di euro e mise in ginocchio 10mila creditori. Ora a distanza di 2 anni secchi, il processo si rifarà, in Corte d’appello, dove è stato fissato per il 16 febbraio (data segnata nei registri della cancelleria e non ancora notificata alle parti). Saranno i giudici della 1a sezione penale (presidente Massari, relatore Ghedini, manca conferma sul terzo giudice) a rivedere alla moviola capi di imputazione e responsabilità dei 20 imputati, le cui posizioni ora vengono rimesse in discussione. Primo tra tutti Giovanni Donigaglia, per il quale (per ricordare con i numeri la sentenza) l’accusa aveva chiesto 14 anni mentre i giudici sono scesi a 4 anni e mezzo. Così’ a scendere per Ricci Maccarini (12 chiesti, 4,6 inflitti) e così via (vedi scheda a fianco). I giudici scontentarono soprattutto i risparmiatori, parte civile con Carspac1 e 2, che avevano finanziato Costruttori coi soldi versati in Apc e prestito sociale. La sentenza di primo grado fu comunque un colpo di spugna, poichè cancellò i capi d’accusa più gravi: associazione a delinquere finalizzata alle bancarotte, falso in bilancio, emissioni illegali di Apc, fatture false. I giudici, come motivarono, ritennero che questi comportamenti, pur illegali, non avrebbero potuto causare il dissesto finanziario della Costruttori. Altri reati hanno tenuto, quelli per cui sono stati condannati Donigaglia e i suoi vertici legati alle dissipazioni del patrimonio: uno su tanti per i 38 milioni per la Spal: Donigaglia pagava calciatori centinaia di milioni di lire (questa è l’epoca, il crac va dal 1993 al 2003) mentre chiedeva soldi alle famiglie che mise sul lastrico. «Avete rovinato 3000 famiglie che non sanno dove riprendere i loro soldi», gridarono a Donigaglia e Ricci, nei corridoi del tribunale dopo la sentenza, quelli del Carspac. L’urlo di rabbia echeggia ancora tra quelle mura. (d.p.)