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In prima fila per i diritti e la pace

 In prima fila per i diritti e la pace

Presentato il premio internazionale Daniele Po. Saranno coinvolti anche gli studenti centesi

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CENTO. Il Premio Internazionale Daniele Po, anche quest'anno,tende la mano a Cento e ai suoi studenti. Sarà Isoke Aikpitanyi, già vittima della tratta di esseri umani, ed eroina del quotidiano, a essere premiata nell'8ª edizione del Premio istituito da Nedda Alberghini e il marito Fortunato Po, fondatori dell'associazione onlus “Le Case degli Angeli di Daniele nel mondo” per onorare la memoria e rievocare la forza e la voglia di lottare del figlio Daniele. Ieri in Casa Pannini, per presentare l'evento che avrà il suo epilogo sabato 11 ottobre (ore 10.30) a Palazzo d'Accursio a Bologna, la promotrice del Premio, Nedda Alberghini, il sindaco Lodi con il vicesindaco Pedaci e l'assessore Manderioli e Giuliano Monari, presidente del Circolo della stampa di Cento che ne cura la parte centese. Sotto l'alto patrocinio del Parlamento Europeo e con il patrocinio del Senato della Repubblica, Regione, Provincia, Comune e Università di Bologna, il Premio internazionale, che prevede anche un riconoscimento oneroso a sostegno dei progetti, va a «un personaggio che si è particolarmente distinto nella difesa dei diritti umani e nell'esaltazione di quei valori che concorrono alla realizzazione di una civiltà di pace. Sono donne molto spesso sconosciute, ma straordinarie e piene di coraggio, pronte a dare la vita per i più alti ideali, spesso sacrificati oggi alle logiche del potere e del denaro, e a farsi portavoce della disperazione di tante popolazioni. Voglio che tornino nelle loro terre portando solidarietà e speranza, e che dicano .. il mondo sa e ci ascolta».

Dopo Malalai Joya (2007), Marisela Ortiz Rivera (2008), le donne di Srebrenica (2009), le Madri della Pace Kurde (2010), Patricia Troncoso Robles (2011), Marie Beatrice Umutesi (2012) e le donne che resistono alle mafie (2013), il Premio 2014 verrà conferito a Isoke Aikpitanyi, nigeriana e arrivata in Italia nel 2000 ingannata e resa schiava dalle mafie nigeriana e italiana: «Oggi Isoke, 35enne - ha motivato l'Alberghini - liberatasi dall'oppressione, lavora senza sosta, con l'associazione e il progetto 'Le ragazze di Benin City', per liberare migliaia di ragazze nigeriane schiavizzate sulle strade d'Italia. Nell'ambito del tema della legalità e della lotta alla criminalità organizzata, il Premio quest'anno si concentra sul fenomeno della tratta di esseri umani, che siano donne o bambini e per qualsiasi fine, e punta sui giovani, da sempre protagonisti. Entreremo nelle scuole superiori centesi, e in vista una serata istituzionale, aperta alla città, magari il 18 ottobre, in concomitanza della Giornata europea della tratta degli esseri umani». (b.b.)

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