L’agricoltura copparese lancia un grido d’allarme
Zaniboni (Confagricoltura): la situazione è diventata insostenibile per le aziende Servono atti straordinari per risollevare almeno le sorti della frutta autunnale
COPPARO. Il comparto copparese dell’agricoltura mette in luce esempi di capacità d'innovazione a difficoltà del mercato in linea con la realtà provinciale e nazionale. Con contraccolpi internazionali sulle esportazioni legate alla grave crisi ucraina e l'embargo russo. Tuttavia il settore rimane tra i più' importanti dell'economia del territorio. In merito ecco una 'fotografia' del comparto che gravita su Copparo, in base a dati forniti dalla Confagricoltura di Ferrara.
La Sau (Superficie agricola utilizzata) è di circa 12 mila ettari: con una superficie media aziendale di circa 26 ettari. Mentre nel caso della dimensione media delle imprese ortofrutticole. La superficie è su circa 10-12 ettari: sono molto lontani i tempi in cui le campagne locali erano piene di frutteti. Nella zona di Copparo, i terreni sono in massima parte, adibiti a cerealicoltura e risicoltura, solo l'8% circa della Sau di è coltivata a frutteto e appena l'1.25% a colture orticole. Nello specifico, di quell'8% di frutteto, ben l'80% è a pero, in linea con la forte vocazione provinciale al frutto tra i simboli del Made in Italy del settore.
Seguito al 18% a melo, il restante 2% nell'ordine vede le altre produzioni di kiwi, pesco (in tempi passati assai più' diffuso: con però tristi immagini di frutta in eccesso distrutta dalle ruspe). E vite da vino: quest'ultimo sembra in piccola ripresa produttiva e di mercato.
Relativamente poi alle colture orticole, l'85% della produzione è a pomodoro da industria, percentuale seguita dai meloni e ai cocomeri, prodotti frutticoli di qualità anch'essi tipici della pianura padana.
Va aggiunto che in tempi recenti, sono nate sempre più anche aziende agrituristiche (in passato assenti) dove i consumatori cercano ospitalità a buon prezzo e prodotti nostrani, momenti didattici, educazione alimentare.
Questo quindi il quadro d'insieme, che così commenta Giorgio Zaniboni, responsabile settore ortofrutticolo di Confagricoltura: «La situazione copparese-dichiara - rispecchia esattamente quella della provincia e dell’Italia: l'attuale panorama del comparto si sta trascinando da oltre due mesi, in una situazione che diventata ormai insostenibile per le aziende. Sono diversi e molteplici i fattori-sottolinea Zaniboni-che hanno portato a questa crisi, non ultimo, l'embargo russo, ma sono assolutamente necessarie misure adeguate, ma soprattutto tempestive».
Conclude il dirigente: «La Commissione Europea sta lavorando per un nuovo piano di stanziamento fondi più efficiente del precedente, tuttavia, vanno affiancate anche misure straordinarie attuate a livello nazionale e territoriale. Per risollevare le sorti della frutta autunnale che, seguendo il trend di quella estiva, sta facendo segnare quotazioni molto basse».
Franco Corli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google