La Nuova Ferrara

Ferrara

Le opposizioni critiche su altri ponti stradali

Mesola, Marchetti chiede luce sulle condizioni di “Gatto Nero” e “Cavicchione” «Non basta abbassare i limiti, lì passano anche pullman e autocarri pesanti»

3 MINUTI DI LETTURA





MESOLA. I ponti nel Comune di Mesola fanno ancora discutere. Specialmente dopo che, nello scorso mese di luglio, i capigruppo di minoranza Primo Marchetti (Creare futuro) e Luciano Tancini (Cambiamento e crescita) avevano presentato all’amministrazione comunale un’interpellanza sulla sicurezza di due ponti sul Canal Bianco: quello in località “Gatto Nero” a Mesola ed il ponte “Cavicchione” che si trova a Monticelli.

È Marchetti a riassumere la vicenda. «Ho letto sulla Nuova Ferrara - esordisce Marchetti -, di come un perito ha stabilito che nessuna delle persone indagate, fra Comune di Mesola e Provincia di Ferrara, abbia delle responsabilità in merito all’incidente dello scorso 18 marzo, nel quale perirono quattro giovani sul ponte “Trapella”, a Massenzatica. Ovviamente, auguro alle persone inquisite che quanto prima venga fatta chiarezza sulla loro posizione, ma il parere di un perito non stabilisce, o quanto meno non emette, delle sentenze; quindi saranno i giudici ad attribuire delle responsabilità. Ho anche letto che la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, sostiene che quel ponte non è della Provincia stessa. È poi dei giorni successivi la risposta data dal Comune di Mesola a noi capigruppo d’opposizione (Tancini è l’altro, ndr) che avevamo fatto un’interpellanza circa lo stato di fatto dei due ponti il “Gatto Nero” a Mesola e il “Cavicchione” a Monticelli, distanti alcuni chilometri dal “ponte maledetto”. Questi a nostro avviso costituiscono un grave pericolo alla circolazione, essendo vecchi e privi di manutenzione. A risponderci è stata la stessa Provincia, proprietaria di queste due strutture, che ha eseguito un sopralluogo il quale conferma, soprattutto per il primo manufatto, che non presenta sufficiente sicurezza ai parapetti laterali per la mancanza di adeguate barriere metalliche di protezione. Invece, per il “Cavicchione” è previsto un intervento entro l’anno. Alla luce di tali risultati, Comune e Provincia di comune accordo, hanno abbassato a 30 km/h il limite di velocità sui due ponti, trascurando che su queste due strutture transitano pullman e autocarri da 350 quintali».

«Credo che questo - continua - sia un modo irresponsabile per tutelare la sicurezza dei cittadini; non si possono trovare giustificazioni affermando che mancano i fondi quando la Provincia, ad ogni sagra paesana, di chiara matrice politica, è pronta a dare un contributo economico. Penso che la tragedia di ponte “Trapella” dovrebbe insegnarci, a prescindere da come sia accaduta, che la sicurezza è al primo posto per un ente amministrativo».

E infatti, con un’ordinanza dello scorso 2 settembre, il Comando di polizia municipale di Mesola, avuto il nulla osta della Provincia, proprietaria della strada, ha abbassato a 30 km/h la velocità massima di transito sul ponte “Gatto Nero”. Per completezza di cronaca, va evidenziato che la Provincia, nella risposta, premette con chiarezza che per quest’ultimo ponte “Non è in grado di programmare l’intervento a causa della scarsità di risorse e di far fronte ad un intervento immediato di manutenzione straordinaria, nonché la messa in sicurezza mediante l’installazione di barriere di sicurezza, causa carenza stratturale dei cordoli del ponte”.

Lorenzo Gatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google