La Nuova Ferrara

Ferrara

lavoro

Uno dei 24 “cervelli” rientrati in Italia è un argentano

Uno dei 24 “cervelli” rientrati in Italia è un argentano

Stefano Bolognesi, con il programma per giovani ricercatori potrà svolgere la propria attività all’Università di Pisa

3 MINUTI DI LETTURA





ARGENTA. Fra i 24 "cervelli" rientrati in Italia, tre hanno scelto nientemeno che l'Università di Pisa e uno di questi è l'argentano doc Stefano Bolognesi. Infatti, grazie al programma per giovani ricercatori "Rita Levi Montalcini" promosso dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur), Bolognesi ha potuto lasciare l'istituto di ricerca all'estero dove svolgeva l'attività e rientrare in Italia con un progetto da sviluppare nei prossimi tre anni. Nello specifico, Stefano Bolognesi è entrato di nuovo al dipartimento di Fisica provenendo dalla Durham University (UK) ed è risultato vincitore della call del 2011, istituita dal ministero dopo il lancio del programma (meglio conosciuto come "rientro dei cervelli") che, nel 2009, aveva già permesso di lavorare a Pisa. Stefano Bolognesi, 35 anni, figlio di Paolo e di Giuliana Castelli, dopo aver frequentato le elementari e medie di Argenta, si è diplomato al liceo sperimentale di Lugo di Romagna quindi si è laureato in fisica all'Università di Pisa nel 2002 e dove è stato anche allievo della scuola Normale. Sempre alla scuola Normale, nel 2007 ha conseguito il diploma di perfezionamento, dopo di che ha iniziato la sua carriera accademica all'estero. Ha girato mezzo mondo prima di rientrare in Italia; è passato dal Niels Bohr Institute di Copenhagen alla University of Minnesota, negli Usa, quindi dal Damtp University of Cambridge, alla Hebrew University of Jerusalem e più recentemente alla Durham University.

Più volte, in passato è stato chiesto a Stefano Bolognesi di raccontare che cosa sta facendo in giro per il mondo, che tipo di ricerca è a tal punto da essere così segreta. La sua risposta è stata sempre la stessa: «Le argomentazioni non sono comprensibili, non si spiegano in due parole se non in modo scientifico». Infatti, sul sito dell'università di Pisa, viene spiegato che «la sua attività di ricerca si sviluppa nel campo della fisica teorica, in particolare sulle soluzioni solitoniche e non perturbative in teoria dei campi. Ha infatti lavorato - prosegue la nota - su molti aspetti riguardanti i solitoni e oggetti di natura topologica in genere, sulle loro relazioni con i problemi di accoppiamento forte, supersimmetria e dualità elettro-magnetica. Altri argomenti paralleli su cui ha lavorato Stefano Bolognesi - scrive ancora l'università pisana - sono il limite a grande N, le teorie effettive di bassa energia e la teoria di stringa in generale. Con il programma "Rita Levi Montalcini" - conclude la nota dell'Università -, Stefano Bolognesi rientra a Pisa per lavorare ad un progetto intitolato "Teorie di solitoni, dualità e accoppiamento forte: con applicazioni in Qcd (cromodinamica quantistica;ndr), supersimmetria, olografia, gravità e cosmologia", finanziato con 184 mila euro». In effetti, è una ricerca un «po' ostica e quindi, non rimane altro che augurargli buon lavoro.

Giorgio Carnaroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google