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Vertenza Eni-Versalis, Filctem-Cgil domani a Roma

La delegazione della Filctem Cgil di Ferrara parteciperà al coordinamento nazionale chimici che si terrà a Roma domani 25 settembre per valutare l’andamento della vertenza Eni e decidere « le...

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La delegazione della Filctem Cgil di Ferrara parteciperà al coordinamento nazionale chimici che si terrà a Roma domani 25 settembre per valutare l’andamento della vertenza Eni e decidere « le azioni conseguenti rispetto agli impegni "disattesi" dell'Azienda e del Governo, che ne è azionista, rispetto all'accordo» siglato il 31 luglio al ministero dello Sviluppo economico.

La vertenza Eni è molto articolata: passa per la crisi del sito siciliano di Gela e arriva fino a Marghera (Venezia) dove - denuncia il sindacato - «si assiste all'immobilismo dell'impresa che si era impegnata a sbloccare procedure volte alla ripresa di attività e accelerare gli investimenti sul progetto di riconversione della raffineria "green"».

Per quanto riguarda il sito ferrarese, secondo Filctem-Cgil «Eni/Versalis continua (in linea con quanto avviene in tutti i siti) ad avere un atteggiamento dilatorio e inconsistente nei confronti delle parti sociali» evitando «di confrontarsi seriamente con le strutture sindacali di categoria sui temi di qualificazione, consolidamento e prospettive delle attività e delle strutture qui presenti»

«Come sindacato dei chimici Cgil saremo al coordinamento nazionale del 25 per sostenere e provare di far condividere le nostre rivendicazioni». Quattro le questioni: concretizzazione dell'investimento della linea 27; tenuta e riposizionamento del politene; soluzioni atte a riprendere l'attività produttiva dell'impianto pilota Ctz; ridare centralità ai progetti delle attività di ricerca.

Sul futuro del cracking di Marghera «il rinvio della ripartenza prima e la sua definitiva chiusura dichiarata a Marghera dall'amministratore delegato Ferrari, stravolgendo l'accordo di febbraio 2014, la dicono lunga sulla credibilità di Eni». La preoccupazioni del sindacato per le ripercusioni della chiuusa del cracking sono grandi: «si potrebbe mettere in crisi - per via del rifornimento dei monomeri - tutta l'area padana, creando forti problemi sul mantenimento delle attività produttive dirette e non, con conseguenze dirompenti sull'occupazione», La vertenza è tutta in salita anche perchè si parte da una posizione Eni che «mettendo in discussione gli accordi del 2013/2014, nega investimenti importanti per la chimica e la raffinazione italiana pregiudicando la tenuta industriale dei vari territori e l'occupazione dei lavoratori».

«Per questo - afferma Filctem - continueremo a coinvolgere le istituzioni locali e regionali» per costruire «un fronte comune e convincere il governo a mantenere gli impegni sottoscritti e non rinviabili per l'Italia e per l'area padana».

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