Azioni sospese, si muove la Fondazione
Palazzo Crema ha dato mandato all’advisor di valutare la decisione dei commissari. Oggi in consiglio il bilancio 2015
Il recente blocco delle contrattazioni dei titoli della Cassa di Risparmio di Ferrara, deciso dai commissari governativi, coinvolge direttamente la Fondazione Carife che di queste azioni è di gran lunga la principale proprietaria. L’atto in se e le giustificazioni che ne hanno dato i commissari ai sindacati, cioè l’adeguamento alle disposizioni Bankitalia per tutti gli istituti in amministrazione straordinaria, finiscono così sotto la lente di Palazzo Crema, in vista del Consiglio di amministrazione di oggi pomeriggio: «Abbiamo chiesto a nostro advisor di fare una valutazione su questa situazione - dice il presidente Riccardo Maiarelli, fresco reduce da un viaggio d’affari in Cina - Non credo ci siano dubbi sul fatto che lo “zero” apparso sull’home banking il giorno prima dell’annuncio, sia dovuto ad un errore. Era opportuno bloccare prima la quotazione? Non potevamo certo farlo noi, e poi c’è chi può avere la volontà di vendere comunque azioni, anche a prezzi molto bassi». Il Cda di oggi pomeriggio passerà in rassegna gli ultimi avvenimenti legati alla banca, prendendo anzitutto atto dell’avvicinarsi della linea di demarcazione degli stress test per le banche “papabili”, prima dei quali, è la posizione ribadita da Palazzo Crema, è inutile esprimersi in merito a possibili vendite o aggregazioni: «Stiamo vedendo che questi test non sono un passaggio scontato per più di un istituto» fa presente il presidente.
Per Carife, comunque, esiste anche un altro discrimine: «Niente potrà essere formalizzato prima della vendita di Commercio e Finanza, perché i soggetti potenzialmente interessati la pongono come condizione di partenza» fa presente Maiarelli. Fine mese è la nuova deadline ipotizzata dai commissari per la cessione della società di leasing, con le dirette conseguenze sul patrimonio della banca che l’operazione comporta. E l’advisor della Fondazione, lo studio Vitale e associati, risulta possa essere pronto per quel periodo a tirare le fila del lavoro di elaborazione di scenari alternativi a quello della vendita a Popvicenza, che resta l’unico esplicitato.
Nel frattempo Palazzo Crema deve impostare, entro il 30 ottobre, il bilancio preventivo 2015, scarnificato da anni di digiuno da dividendi Carife. L’impalcatura del preventivo sarà costruita oggi, e si basa su di un’ulteriore riduzione dei costi, con lo spostamento degli uffici in una porzione inferiore del palazzo, e sui primi frutti della decisione di mettere a reddito le ali più prestigiose. Sul fronte delle erogazioni, bloccata ogni iniziativa aggiuntiva, si andrà a completamento dei soli progetti già deliberati.
Stefano Ciervo
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