Picchia il rivale: «Andava forte in auto»
Per rimproverare l’automobilista va a casa con due amici: spedizione punitiva per cui è stato condannato
Abitano entrambi a Sant’Agostino e sono finiti entrambi a processo per lo stesso fatto, ovviamente in posizioni opposte. Uno, Domenico Vitulli rinfacciava all’altro, Andrea Battaglia, di viaggiare ad alta velocità per il paese, di mettere in pericolo i bambini sulla strada. Avrebbe potuto fermare l’automobilista, parlargli e confrontarsi. Invece, la sera dell’11 dicembre 2008, organizzò una sorta di spedizione punitiva, con due soi amici, si recò a casa di Battaglia e lo picchiò in casa sua, mentre Battaglia, questa l’accusa - poi caduta ieir al processo - impugnando un fucile lo minacciò. Questi i fatti, visti ieri alla moviola davanti al giudice Alessandra Testoni e al pm Alberto Savino e ai legali dei due, Claudia Balboni per Vitulli imputato di lesioni e violazione di domicilio e Zobeide Pastorelli per Battaglia accusato di minacce.
Alla fine, nonostante il pm avesse chiesto la condanna per entrambi ( 4 mesi a Vitulli e una pena pecuniaria ridottissima di 50 euro per Battaglia), il giudice ha condannato solo Vitulli alla pena di 8 mesi, risarcimento danni, spese processuali e ha inviato gli atti alla procura per falsa testimonianza per i due amici di Vitulli (Davide Cavallini e Gianni Malaguti) che lo accompagnarono quella sera d’inverno di 6 anni fa. Battaglia è stato assolto perchè il fatto non sussiste, perchè in realtà quel fucile che avrebbe imbracciato per difendersi non è certo che vi si stato e lo avevano visto solo i due amici (per cui ora si valuterà la falsa testimonianza). Al processo ieri sono sfilati tutti i testimoni e nella sua requisitoria il pm Savino si è soffermato sul comportamento di Vitulli che forte delle proprie ragioni (anche lodevoli, ma da manifestare in altro modo) entra in casa di Battaglia per dargli una lezione, con percosse e ferite poi refertate dal pronto soccorso. (d.p.)