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otto ore di sciopero per la chiusura del cracking di Marghera

Chimica, Ferrara punta al tavolo ministeriale

Chimica, Ferrara punta al tavolo ministeriale

Il Comune si allea con Ravenna. Si attende l’audizione parlamentare del manager Descalzi

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La decisione di Eni-Versalis di chiudere definitivamente il cracking di Porto Marghera, che alimenta i petrolchimici padani di etilene e propilene, ha prodotto le prime 8 ore di sciopero in tutto il gruppo e sta mobilitando le istituzioni. «Assieme al Comune di Ravenna abbiamo chiesto un incontro con l’assessore regionale - rivela Caterina Ferri, delegata al polo chimico - Vogliamo essere presenti al prossimo tavolo sulla chimica a livello ministeriale, visto che le decisioni di Eni non interessano solo Marghera o Gela, ma appunto anche i nostri petrolchimici». Stando al verbale dell’incontro di luglio, il tavolo doveva essere riconvocato entro il 15 settembre, ma evidentemente l’accelerazione impressa da Eni alla trasformazione di Porto Marghera in quello che definisce «polo della chimica green», ha fatto slittare tutto. Anche per questo Alessandro Bratti sta lavorando per un’udizione in commissione Ambiente della Camera dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, per chiarire la strategia sulla chimica. Il nodo da sciogliere a breve è l’approvvigionamento delle materie prime necessarie a far funzionare gli impianti Versalis e Basell. Eni ha affermato che «la logistica verrà consolidata per garantire il regolare approvvigionamento di feedstock e prodotti agli stabilimenti di Ferrara, Mantova e Ravenna e integrata per le attività connesse alle nuove produzioni». In sostanza, si dovrà rendere stabile il rifornimento via nave di etilene e propilene a Porto Marghera, che poi continuerà a fornire attraverso la conduttura interrata gli altri petrolchimici. Il sistema sta funzionando, con diversi problemi, da molti mesi, da quando il cracking è in fermata “temporanea”.

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