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E il paracarro fa il mestiere del cestino

E il paracarro fa il mestiere del cestino

La piazza è bellissima, l'illuminazione idonea, lo scenario invidiato. In piazza Trento e Trieste sono i dettagli ad essere fragili o insufficienti, addirittura a subire scambi di ruolo. Passi che la...

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La piazza è bellissima, l'illuminazione idonea, lo scenario invidiato. In piazza Trento e Trieste sono i dettagli ad essere fragili o insufficienti, addirittura a subire scambi di ruolo. Passi che la caditoia che permette il deflusso dell'acqua piovana sia usata come un posacenere; bello che il dislivello del Listone venga adoperato come sgabello dai ragazzi… Ma è paradossale che il primo paracarro elettronico (va su è giù al bisogno), lato Palazzo della Ragione, venga scambiato per un cestino. Così scuro, cilindrico, invitante imita un cestino. Allora chi passa vi smorza sopra il mozzicone della sigaretta, spiaccica il resto del cono gelato, butta il fazzoletto di carta, getta il bicchiere di plastica. Tutto rimbalza in cima al paracarro elettronico perché quello di fare il cestino non è il suo lavoro. Due considerazioni: la gente per un riflesso condizionato lo immagina un raccogli-rifiuti e così dimostra che l'educazione potenzialmente è diffusa; chi ha sistemato la piazza decida subito di munirla di cestini, anche provvisori. Forza.

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