«Marco fermati o saranno tutte tue le responsabilità»
Ha visto il comunicato di Fabbri? «L’ho appena ricevuto, mi lasci il tempo di leggerlo, poi ci risentiamo». Dopo dieci minuti Vittorio Ferraresi, deputato del M5S, è pronto a rispondere. Del resto...
Ha visto il comunicato di Fabbri?
«L’ho appena ricevuto, mi lasci il tempo di leggerlo, poi ci risentiamo». Dopo dieci minuti Vittorio Ferraresi, deputato del M5S, è pronto a rispondere. Del resto nulla è cambiato rispetto a pochi giorni. Le posizioni sono rimaste le stesse.
Il sindaco di Comacchio non ha cambiato idea e ha deciso di candidarsi con la lista Provincia Insieme. Come considera questa decisione: un atto di coraggio, un’insubordinazione?
Io comprendo le ragioni di Fabbri, le questioni legate al territorio, ma con possocondividere questa scelta, e non perché, come avete scritto sulla Nuova, io sarei sempre schieratissimo con Grillo, ma semplicemente perché è una decisione in contrasto con i principio del Movimento Cinquestelle di cui io e Marco facciamo parte.
Queste frequenti tensioni tra M5S e i suoi sindaci - Pizzarotti a Parma, Fabbri ora a Comacchio - forse non sono casuali: indicano che tra fare pura politica di opposizione e governare un comune c’è a volte una grossa differenza. Perchè non tenerne conto? Queste diversità di vedute potrebbero arricchire il M5S anzichè accendere solo dei forti constrasti.
Il Movimento Cinquestelle lascia piena autonomia alle decisioni locali, ma deve essere chiaro il ruolo di ognuno. Chi fa il sindaco o il consigliere comunale si occupa del proprio Comune, chi è consigliere regionale della sua Regione, chi è deputato del Parlamento e delle questioni nazionali. La questione è tutta qui, poi lo spazio per il confronto e la discussione c’è sempre.
Ognuno al proprio posto, questa è la regola?
Ma nel senso che un sindaco non deve interferire con quello che afferma un portavoce nazionale e che il parlamentare Di Battista non deve intromettersi nelle decisioni che prende il sindaco Pizzarotti. L’autonomia che i Cinquestelle lasciano a chi rappresenta il Movimento nel territorio, gli altri partiti se la sognano. Basta guardare al Pd dove tutti si adeguano alle decisioni della Direzione, lo stesso Bonaccini ha aspettato il via libera dall’alto per candidarsi alle primarie.
Nel caso di Fabbri quindi come stanno le cose?
Stanno in modo molto chiaro e molto semplice. La posizione nazionale del M5S è di non candidarsi alle elezioni provinciali e di non fare alleanze con i partiti, con le altre forze politiche.
Cosa succederà a chi si candida o va a votare? Sarà espulso?
Ripeto che il dialogo è importante e spero fino all’ultimo che nessuno si candidi, poi ognuno decide liberamente. Io non espello nessuno, ma è chiaro che ognuno, in base alle scelte che fa, si assume la propria responsabilità. In fondo si tratta solo di rispettare quelle quattro regole che ci siamo dati, senza le quali ci sarebbe il caos.
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