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«Qui lasciano anche il gas aperto»

«Qui lasciano anche il gas aperto»

L’appello di 60 famiglie di un condominio Acer di via Borsari: siamo abbandonati, nessuno fa niente

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«Ci sentiamo abbandonati a noi stessi e abbiamo paura». Questo il grido di allarme lanciato alla Nuova dai residenti del condominio Acer di via Luigi Borsari 38 e 40. Dopo l'ennesimo intervento dei vigili del fuoco per una sospetta fuga di gas, e sono tre in una sola settimana, gli inquilini sono preoccupati per la loro incolumità.

«Ci sono persone che hanno bisogno dell'intervento degli assistenti sociali e non possono rimanere da sole - denunciano alcuni - ma nessuno li viene a controllare. Spesso lasciano il gas aperto e non ci sono impianti di sicurezza. Ce ne accorgiamo solo quando gli ambienti sono saturi di gas e la casa è a rischio esplosione. I vigili del fuoco hanno piombato due contatori del gas e messo in sicurezza gli impianti, ma poi la gente li va a riaprire perché non sa come farsi da mangiare oppure porta in casa bombole di gas non a norma mettendo a rischio l'incolumità di tutti. La situazione sta diventando insostenibile».

Ma i residenti lamentano una carenza anche nei controlli e nelle pulizie di caldaie e scaldabagni.

Chi può paga la pulizia annuale - dice un'altra inquilina - altri non la eseguono mettendo in pericolo tutti. Molti hanno scaldabagni o caldaie non a norma. Siamo seduti su di una polveriera. Ho chiamato più volte l'Acer per segnalare che dal mio bagno provengono odori sgradevoli e ho dovuto mandare mio figlio a dormire dai parenti perchè non si respira».

La situazione della manutenzione dello stabile lascia molto a desiderare. Evidenti sono i segni di incuria, dalla tubature del gas a cielo aperto coibentate fino ad una certa altezza, vistose crepe nei muri degli appartamenti, muffe, mattonelle dei pavimenti degli ingressi al condominio e negli appartamenti completamente staccate, scuri e persiane smurati dal terremoto, comignoli e cornicioni pericolanti, pietre che penzolano dalle facciate interne, pozzetti sfondati, buchi nel giardino, infiltrazioni di acqua piovana nelle abitazioni, muri perimetrali lasciati all'incuria e colonne di sostegno dei cancelli carrai in evidente stato di abbandono.

«Qui tutti viviamo con poco - dice una residente - e ringraziamo anche di avere un tetto sopra la testa, ma le nostre condizioni non ci permettono di sborsare soldi per la manutenzione straordinaria dell'immobile. Qualcuno deve fare qualcosa». E dal sisma del maggio del 2012 alcuni appartamenti hanno subito diversi danni, ma nessuno, dicono, è venuto a ripararli. «A me si è staccato il cornicione della finestra e con quello è venuto via anche lo scuro», fa sapere un inquilino. Ora ho paura ogni volta che apro la finestra che mi cadano delle pietre addosso o addirittura nel cortile dove giocano i bimbi».

E mentre l'affitto, da un minimo di 20 euro per i meno abbienti è stabilito in base al reddito, le utenze sono a carico agli inquilini.

«Nel mio appartamento - denuncia un condòmino - quando sono stati fatti i lavori di manutenzione di una parte del fabbricato, i tubi dell'acqua calda sono stati montati al contrario e mi conviene far scorrere quella fredda e scaldarla sul fornello».

E all'Acer le 60 famiglie chiedono una verifica approfondita casa per casa.

«In passato era arrivato un geometra - conclude un condomino - che, armato di macchina fotografica e taccuino, si era segnato tutte le nostre richieste, ma non abbiamo mai sentito o visto nessuno per la manutenzione. In casa mia si staccano le mattonelle da terra, sono stati fatti dei lavori per il riscaldamento provvisori e quando piove ho copiose infiltrazioni di acqua dal tetto. Vivo con mia madre anziana. A oggi ho 40 euro in tasca per arrivare a fine mese. Come posso continuare in questa situazione?».

Federica Achilli

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