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doppio azionista

Malagodi: operazione strategica per l’area vasta

La eventuale operazione di alleanza-fusione tra le due Cassa di Risparmio di Ferrara e Cento è sicuramente gradita alla grande maggioranza dei soci della Fondazione Carife. Anche chi si era collocato...

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La eventuale operazione di alleanza-fusione tra le due Cassa di Risparmio di Ferrara e Cento è sicuramente gradita alla grande maggioranza dei soci della Fondazione Carife. Anche chi si era collocato nei mesi scorsi su posizioni fortemente critiche nei confronti degli amministratori (quelli vecchi, a dire il vero, e non il nuovo corso Maiarelli), come Paolo Malagodi, disegna infatti scenari di collaborazione molto interessanti. «Premetto che sono azionista sia di Carife che di Caricento (è stato anche consigliere di amministrazione di Commercio e Finanza, ndr), e considero quest’ultima una banca ben patrimonializzata, che presta attenzione ai risparmiatori, come dimostrano i dividendi sempre erogati, sia pure 5 cent l’ultima tornata, e il prezzo mantenuto a quota 25 euro con un tempi ragionevoli per la compravendita. Ferrara, come sappiamo, è in condizione diversa ma questo non impedisce un ragionamento approfondito - sottolinea il socio di Palazzo Crema, che di mestiere fa l’economista - Si può interpretare la mossa di Caricento in maniera minimalista, solo il desiderio di dare un’occhiata ai conti ferraresi e magari innescare un gioco al rialzo per Popvicenza, aiutando azionisti comuni come la famiglia Manuzzi. A mio parere non è così. L’integrazione tra le due banche avrebbe infatti una valenza strategica, raccordandosi a quella di industriali e istituzioni sull’area vasta con Bologna metropolitana, a prezzo di sovrapposizioni tutto sommato modeste. Inoltre la fusione tra le due Fondazioni, che ho auspicato un anno fa, consentirebbe di meglio indirizzare le risorse di entrambe e di mettere al sicuro, con l’obiettivo di renderlo fruibile al pubblico, il patrimonio artistico di Carife: il Tiziano bisogna tenerlo a Ferrara, certo, ma anche farlo vedere». Secondo Malagodi, poi, l’operazione avrebbe il vantaggio di poter presentare nei confronti di Bankitalia un management credibile, guidato dall’attuale direttore di Cento, Ivan Damiano: «Ha dimostrato grandi doti». E i soldi? «Aumenti di capitale di Cento più aiuti da istituzioni finanziarie o altre banche. È complicato ma non impossibile».

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