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«Si è vista la passione di Ferrara»

«Si è vista la passione di Ferrara»

Ottimisti commenti da parte della giuria tecnica e di quella popolare

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I ferraresi spesso si sono chiesti chi siano i componenti della giuria popolare e quanta dedizione ci mettano nella scelta decisiva del vincitore. «Tutti gli interventi - ha affermato il direttore Napoletano de Il Sole 24Ore - che sono scaturiti tra una votazione e l'altra testimoniano la passione della città e dei suoi abitanti nei confronti del giornalismo più attuale. Uscire da una libreria ed entrare in un'altra insieme a mio figlio, era il mio passatempo preferito per lasciarmi influenzare dai consigli di lettura altrui». La 50ª edizione del Premio Estense ha visto contendersi l'aquila del ducato sul fil di lama Wunderkammer (Aragno) di Marcenaro, e Il paese del male (De Prata Neri Pozza), di Quirico e Piccinin. «Da quando sono in Giuria - ha commentato Folco Quilici, rientrato appositamente da Roma - è stata una delle selezioni più interessanti. Per quanto il volume di Marcenaro sia grosso, con la copertina grigia e dal nome difficile è piacevolissimo da leggere. Pur trattando di personaggi arci noti, riesce sempre a svelarne aspetti sorprendenti che rendono il libro vincente sul tempo; mentre gli altri sono a confronto dei momenti avvincenti di cronaca quotidiana». Così in casa Quilici come nelle altre della giuria popolare il libro è passato di mano in mano: la prova del nove che dimostra la volontà del premio di volersi soffermare sul presente per riconoscerne il valore reale. «Dentro “Il paese del male” i protagonisti si ancorano ai contenuti letterari per non abituarsi a morire: non si tratta solo di un reportage di guerra - è intervenuto Andrea Pugiotto - nè di un diario della prigionia in Siria, bensì di un'immersione totale nella malvagità umana, quasi la metafora di una delle botole dove i prigionieri venivano frequentemente spostati. Sconvolgente qui è la scoperta dell'assenza di misericordia». Al giudizio del costituzionalista si sono sommati quelli di Rinaldi e Colaiacovo, entrambi entusiasti dell'esperienza triennale in Giuria in via di conclusione. Per motivi pratici le studentesse dell'Istituto “Aleotti” Federica Montanari e Laura Mazzini, insieme alla docente Giberti, hanno votato il travaglio di Quirico. Vincitrici del Premio Estense Scuola '14, le ragazze hanno provato in classe che l'immediatezza di un testo è fondamentale per arrivarne rapidamente al cuore; preparando quindi il terreno agli alunni del prossimo anno. «Vincere è troppo chic - scherzava l'editore Nino Aragno - noi siamo un marchio che prende parte ai concorsi di indagine sulla parola come questo».

Matteo Bianchi

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