La Nuova Ferrara

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dalla prima

Sacerdote casual innamorato di Dio

Finchè nel 1987 decise di partire per Kamituga come missionario “Fidei donum”, quasi come una staffetta don Alberto Dioli che aveva abbandonato per motivi di salute. A Kamituga (allora Zaire, oggi...

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Finchè nel 1987 decise di partire per Kamituga come missionario “Fidei donum”, quasi come una staffetta don Alberto Dioli che aveva abbandonato per motivi di salute. A Kamituga (allora Zaire, oggi Congo) mise in piedi il Centro di formazione per catechisti e, con coraggio e fedeltà alla parola data, rimase al suo posto anche durante gli anni terribili in cui il paese fu attraversato da una terribile guerra civile. Nel 1997 ritornò in diocesi e dopo poco gli fu assegnata la parrocchia di Mizzana, il ministero in Azione Cattolica e ancora l’insegnamento. Tra le altre cose porto alcuni ricordi indelebili: i 15 giorni con lui in Israele assieme a una ventina di giovani dell’Azione Cattolica; ogni anno al giovedì santo lo vedevo guidare un gruppo sempre più numeroso di parrocchiani per la visita ai Sepolcri e l’ultimo impegno diocesano per la due giorni di ritiro dei diaconi permanenti. Ma mi piace non tanto dire ciò che don Francesco ha fatto per tutti noi, clero e laici, quanto come ho sempre guardato, amato e ammirato don Francesco. Era un sacerdote innamorato di Dio; aveva scelto la povertà come stile di vita e questa gli ha sempre dato forza, libertà e capacità di stare con tutti. Un prete tanto casual nel suo abbigliamento quanto rigoroso nelle sue scelte, nei suoi studi, nel suo insegnamento. Non lo mai visto fare una cosa senza prepararsi e senza offrire a chi era con lui gli strumenti per condividere il suo percorso: anche le numerose gite in bicicletta erano scelte spesso per andare a vedere, per verificare qualcosa, per preparare un futuro viaggio con amici o parrocchiani. Il suo sorriso e il suo animo semplice e schietto conquistavano e moltissimi gli aprivano le porte della loro coscienza. Ed era un’amicizia che cresceva sotto il sole della libertà fedele. Perché così ha vissuto don Francesco: da sacerdote amico di tutti.

Don Ivano Casaroli