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Centrale Enel di Porto Tolle Le motivazioni della sentenza

MESOLA. «Deve dirsi provata, all’esito dell’istruttoria dibattimentale, l’effettiva incidenza delle emissioni inquinanti della centrale di Porto Tolle sulla salute delle popolazioni residenti nei...

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MESOLA. «Deve dirsi provata, all’esito dell’istruttoria dibattimentale, l’effettiva incidenza delle emissioni inquinanti della centrale di Porto Tolle sulla salute delle popolazioni residenti nei territori circostanti». Lo scrivono oggi i tre giudici che, il 31 marzo scorso, hanno pronunciato la sentenza nel cosiddetto processo Enel Bis. Incentrato sulle ricadute che la centrale di Polesine Camerini avrebbe secondo l’accusa avuto sulla popolazione infantile del Delta, provocando un significativo aumento delle patologie respiratorie e allergiche. Il verdetto finale parla di tre anni a testa per Francesco Luigi Tatò e Paolo Scaroni, ex amministratori delegati di Enel, con aggiunta dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Assoluzione di Fulvio Conti, ex ad. Nelle motivazioni: «Va evidenziato - si legge - che le sostanze inquinanti, emesse in quantità estremamente elevate non si limitavano a disperdersi negli strati più alti dell’atmosfera, ma ricadevano sui territori circostanti». «L’aumento dei ricoveri per malattie respiratorie in correlazione con l'inquinamento della centrale induce ragionevolmente a ritenere che tutta la popolazione pediatrica abbia subito un vulnus significativo alla salute».

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