La Nuova Ferrara

Ferrara

Fabbri è più forte, difficile processarlo

Fabbri è più forte, difficile processarlo

Lui esulta con garbo: «Dovevamo esserci a tutti i costi e ci siamo». Tagliani: «Una scelta che qualifica il suo ruolo di sindaco»

3 MINUTI DI LETTURA





I Cinquestelle escono provati da un voto che avrebbe potuto essere innocuo e invece si è trasformato in un divaricante scontro interno. Politicamente ne esce vincente Marco Fabbri: i siluri spediti contro di lui, accusato di essersi piegato a un accordo col Pd, non l’hanno affondato. Anzi. Se le Rete a 5 Stelle dovesse decidere di punirlo e di processarlo per aver disobbedito agli ordini (no al voto, no ad accordi con altri partiti, tantomeno col Pd) dovranno fare i conti con un Marco Fabbri che ora a Comacchio è più forte di prima.

Lui usa toni bassi, ma fa valere questa forza aggiuntiva: Primo affondo: «Nei giorni scorsi è stato detto tanto, adesso bisogna lavorare. Certamente, visti i risultati, lo spirito con cui è partita questa lista è quello giusto». Secondo affondo: «Ho ricevuto decine e decine di chiamate in questi giorni, tanto da parte di cittadini che da colleghi amministratori . Il nostro appello è stato accolto da molti e ci tengo a ringraziare soprattutto i consiglieri dell’Onda per aver capito quanto fosse importante esserci. Apprezzo la loro onestà e responsabilità assunta nei confronti di Comacchio». Terzo affondo: «Un grazie anche al Movimento 5 Stelle di Comacchio che si è mostrato ancora una volta compatto e fermo nell’obiettivo di perseguire il bene della collettività. Ora c’è molto da lavorare. I tagli saranno pesantissimi e dobbiamo restare a galla. Ecco perché Comacchio doveva essere presente in Provincia a tutti i costi. E per fortuna ci siamo».

Davide Michetti (l’Onda) spiega perchè lui e i suoi colleghi hanno votato Fabbri: «L’ho fatto esclusivamente per il bene di Comacchio, dei cittadini, degli imprenditori e di tutti quelli che qui vivono. L’ho fatto con la consapevolezza che per il mio sindaco uno non vale uno. Continuo a sostenere però la continua mancanza di confronto con le forze politiche di minoranza».

Andrea Castagnoli, consigliere M5S di Codigoro, che a votare non è andato (così come i grillini di Ferrara, Lagosanto e Fiscaglia) dice che se l’aspettava questo finale di partita: «L’elezione di Fabbri era più o meno scontata, così come quella di tutti gli altri. Il punto non è quindi il risultato di oggi ma tutto quello che c’è a monte, a partire dalla scelta di far parte di quella lista. Adesso ci saranno inevitabilmente dei vincoli per Fabbri, vedremo quello che succederà - va avanti Castagnoli - Certo è che Ferrara è una delle pochissime realtà che ha visto questo tipo di lista. Manca l’ opposizione e sinceramente non capisco perché. Come continuo a non capire che senso possa avere abolire la Provincia per poi rieleggerla con modalità decisamente discutibili».

Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara e nuovo presidente della Provincia, così commenta la travagliata e contestata scelta di Fabbri: «Il giorno in cui un sindaco si trova davanti a una scelta di responsabilità, è per lui doveroso considerare in primo luogo il bene della propria comunità, in questo caso darle il massimo di rappresentatività istituzionale in modo da poter pesare e contare nelle decisioni che verranno prese. L’altra opzione, quella di riprodurre lo schema di una mera opposizione, è legittima ma è più comoda. È quando si governa che ci si misura con i problemi e si esce dall’astrattezza. Fabbri ha fatto una scelta consapevole che qualifica il suo ruolo di sindaco».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google