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L’asse Cento-Ferrara piace ai Tomasi

L’asse Cento-Ferrara piace ai Tomasi

Gli imprenditori lagunari che hanno investito molte azioni nel 2011 sono favorevoli ad una soluzione in ambito locale

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L’asse Cento-Ferrara che si è venuto a creare nel settore bancario con la discesa in campo della CariCento nella partita per l’acquisizione della Carife si estende all’altro capo della provincia con l’intervento anche di Comacchio. La famiglia Tomasi, a capo del gruppo imprenditoriale operante da oltre quarant’anni sul territorio lagunare e del suo litorale, entra nella questione Carife a pieno diritto visto che Gianfranco e Ted sono da tempo azionisti. Tra l’altro, in occasione dell’ultimo aumento di capitale sociale della banca ferrarese avvenuta nel 2011, i Tomasi fanno rilevare di aver sottoscritto un corposo numero di azioni, per un valore di diversi milioni di euro,collocate a seguito dell’aumento di capitale sociale deliberato nell’anno 2011. Un investimento motivato dal presupposto del rilancio della banca sulla base di un piano industriale triennale.

«Piano - dicono i Tomasi - poi disatteso dalle successive vicende che hanno condotto nel 2013 al commissariamento di Carife. Intendiamo però esprimere il nostro apprezzamento in merito all’interessamento manifestato dalla Cassa di Risparmio di Cento, al fine di trovare una soluzione alla grave crisi che ha coinvolto l’istituto di credito ferrarese, penalizzando ulteriormente un territorio già pesantemente gravato da una prolungata crisi economica».

«Riteniamo, infatti, - proseguono Gianfranco e Ted Tomasi - che sarebbe importante perseguire una soluzione di continuità in ambito locale, per dare rilancio ad un istituto di credito che storicamente ha avuto le proprie radici sul territorio e che fornirebbe maggiori prospettive di ripresa e sviluppo economico per il territorio stesso, salvaguardando, altresì, l’aspetto occupazionale della banca che attualmente presenta un rischio di perdita di posti di lavoro».

Per queste ragioni gli imprenditori comacchiesi valutano favorevolmente l’intervento da parte dell’istituto di credito centese ed in tale ottica ritengono che sia maturo il momento che anche l’imprenditoria locale abbia un proprio ruolo.

«Vogliamo, pertanto, manifestare il nostro intendimento di dare supporto attivo, rendendoci partecipi ad una soluzione che prospetti una ripresa dell’istituto di credito salvaguardando l’ambito territoriale e l’economia locale, confidando che si consolidi in tal senso un appoggio da parte delle istituzioni e delle realtà imprenditoriali cittadine. Il nostro Gruppo intende, infatti, attivarsi in un progetto di rilancio della Cassa di Risparmio di Ferrara con lo stesso entusiasmo con il quale stiamo dando sviluppo, su Comacchio ed il suo litorale, ad una serie di iniziative di ampio respiro nel settore turistico-alberghiero, con positivi riflessi economici ed occupazionali per il territorio».

Le dichiarazioni dei vertici del Gruppo Tomasi possono essere un primo passo per trovare anche un’unità di intenti tra quelle varie forze imprenditoriali della provincia ferrarese che evidentemente non ci stanno a vedere passare la Carife nelle mani di altre realtà provinciali o peggio ancora svenderla, creando danni consistenti proprio a chi ha investito molti capitali in passato sulla banca.

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