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La lista dei sindaci fa piazza pulita Fdi-Gol si vede sfumare il seggio

di Marcello Pradarelli
La lista dei sindaci fa piazza pulita Fdi-Gol si vede sfumare il seggio

A Provincia Insieme tutti i 12 consiglieri. Ha rischiato il leghista Fabbri. Preferenze, buona regia Pd Gli astensionisti M5S perdono lo scontro col sindaco di Comacchio. Il più votato è stato Toselli (Fi)

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Hanno vinto i sindaci. L’accordo politico-istituzionale dal quale è scaturita la lista Provincia Insieme ha retto alla prova dell’urna. Sono tutti suoi i 12 consiglieri della nuova Provincia riformata ma ancora informe. A guidarli, ma questo era scontato, sarà Tiziano Tagliani. Provincia Insieme ha preso 263 voti equivalenti a 77.206 voti ponderati.

I Fratelli d’Italia, che si erano alleati con la civica Gol, hanno fallito il bersaglio di pochissimo: l’obiettivo di Malaguti e Spath era quello di strappare un seggio e di sedersi al tavolo della Provincia con il visibile ruolo di opposizione unica. Per 128 voti ponderati (equivalenti e due voti di Comuni piccoli o a un solo voto di un Comune medio) non sono riusciti a fare lo sgambetto a Forza Italia. In realtà se anzichè 6.306 voti ne avessero presi 6.434, Fdi avrebbe fatto le scarpe alla Lega: in base alle preferenze l’ultimo degli eletti è Alan Fabbri, il sindaco leghista di Bondeno.

L’altro Fabbri, il sindaco grillino di Comacchio, invece è andato alla grande. Ha preso 30 voti di preferenza, equivalenti a 7.437 voti ponderati, risultando il secondo più votato. Trenta voti di preferenza significa che oltre agli undici consiglieri M5S di Comacchio, Marco Fabbri ha intercettato consensi altrove: presumibilmente a lui sono finiti i voti dei tre grillini di Copparo, che sono andati a votare nonostante le forti pressioni locali e nazionali a disertare le elezioni provinciali. Per Marco Fabbri hanno sicuramente votato altri consiglieri di Comacchio (l’Onda, per esempio), esponenti civici di altri Comuni e sicuramente un consigliere comunale di Ferrara, riconoscibile dalla scheda viola da 1060 punti. E non è stato certo un Cinquestelle: nessuno dei 5 consiglieri capeggiati da Ilaria Morghen è andato a votare; così come hanno osservato il verbo del Movimento gli eletti di Codigoro, Fiscaglia e Lagosanto.

Il Pd ha distribuito bene le sue preferenze tra gli otto candidati: gli ordini di scuderia sono stati rispettati. E anche il blocco di Fi e soci ha rispettato le consegne premiando il sindaco di S. Agostino Fabrizio Toselli (il più votato in termini ponderali) e dando soddisfazione a un Di Martino che lunedì sera era piuttosto in ansia. «Mi han dato per morto troppo presto. A Pasqua mangeremo vegano perchè l’agnello sacrificale si è salvato» commenta all’indirizzo dei Fratelli d’Italia. In realtà sull’ara sacrificale ha rischiato di finire Alan Fabbri, che saluta così lo scampato pericolo: «Ha prevalso il voto di stampo istituzionale ed era quello che ci aspettavamo. Adesso dobbiamo amministrare la Provincia e c’è la volontà per farlo al meglio per i cittadini. La Provincia non scompare e come ente va governato. C’è stata una grande dimostrazione di unità d’intenti da parte dei sindaci. Al di là degli schieramenti politici abbiamo collaborato per questo risultato. Ringrazio il sindaco di Portomaggiore Nicola Minareli per il lavoro che ha svolto coordinando la lista, le persone e gli amministratori che hanno creduto in questo progetto».

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