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«Macché eccellenza, qui la sanità è ko»

«Macché eccellenza, qui la sanità è ko»

L’Anaao: persi oltre 300 posti letto e liste d’attesa lunghissime. Intanto è cresciuto il ruolo delle cliniche convenzionate

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Il sorrisino ironico del consigliere nazionale Anaao, Pierluigi Api, è la prima risposta diretta alla levata di scudi dei direttori di dipartimento del Sant’Anna, che l’altro ieri rivolgendosi al sindacato medico hanno lanciato un appello del tipo “se non remiamo tutti a favore rischiamo di perdere un ospedale d’eccellenza e una facoltà di Medicina autonoma”. «Ci hanno messo un po’ di tempo - è la battuta di Api - ma alla fine ci sono arrivati anche loro. Noi però quelle cose le diciamo da mesi, perché finora non siamo stati ascoltati? E ancora: noi rappresentiamo i nostri iscritti, oltre 280 camici bianchi solo al Sant’Anna (400 con l’Asl), loro chi rappresentano oltre se stessi?». Tra Anaao e direzione generale dell’azienda ospedaliera nessuno per il momento è disposto a fare un passo indietro e il verdetto sul futuro del direttore generale, contestatissimo dal sindacato al Sant’Anna, sarà ancora per mesi nelle mani della Regione, che entro fine anno rinnoverà presidenza, giunta e consiglio e poi si occuperà dei manager della sanità, tra cui i due direttori ferraresi.

«Noi - hanno dichiarato ieri ai giornalisti lo stesso Api e il segretario dell’Anaao Sant’Anna, Lucio Trevisani - siamo qui accanto al segretario aziendale Asl, Stefano Parro, e al consigliere regionale Marco Lodi - Come Anaao siamo stati accusati di perseguire interessi personali. Tutti quanti? Gettare discredito sulle persone è un modo arciconosciuto per evitare il confronto. Noi non ce l’abbiamo con i medici, che ce la stanno mettendo tutta per far marciare le cose, nè con i capi-dipartimento, nè col resto del personale. Il sistema non sta arretrando per colpa loro, è chi gestisce che ne porta in parte la responsabilità. Anche la politica però ha preferito spesso, ultimamente, chiudere gli occhi. Di sanità a Ferrara si parla poco e allora lo facciamo noi. La gente deve sapere cosa sta succedendo». Chi, nel Pd, ha detto che il Sant’Anna «potrebbe giocare un ruolo da protagonista o affermare il suo ruolo d’eccellenza non cita i dati - ribadisce Trevisani - In provincia la sanità è stata depotenziata, non rafforzata». Ieri l’Anaao ha distribuito alcuni schemi riassuntivi, definiti con notevole pomposità “Libro bianco sulla sanità”.

Si parte dai 31 miliardi di tagli che hanno colpito la sanità nazionale (2010 – 2014) e dai «milioni di ore di straordinario non pagate (100mila l’anno a Ferrara, tra Asl e S. Anna) fatte dai medici con ritmi e carichi che mettono a rischio la sicurezza delle cure», sottolinea il sindacato. E si arriva ai 2mila posti letto tagliati in Emilia Romagna (2009-2014) più i mille «da risparmiare entro il 2016». A dettare legge è stato il parametro dei 3.7 posti letto per mille abitanti, a cui la provincia sta progressivamente adeguandosi. A quale prezzo? Mentre i posti letto negli ospedali si riducevano, ha evidenziato Trevisani «quelli nelle cliniche private convenzionate passavano da 3.600 a 4.500. Per Ferrara questa china ha significato, evidenzia l’Anaao, 334 posti letto in meno sui 2mila spariti in regione. Solo nel 2012-2013 Asl e S. Anna hanno perduto 279 posti (179 in Asl e 100 al S. Anna), ha scandito Trevisani. Nel solo polo di Cona, a fronte degli 860 posti preventivati si è già calati a 720». In provincia, «nel frattempo, sono spariti 3 ospedali (Bondeno, Copparo e Comacchio) e delle 100 unità di personale che saranno perdute nel 2014, solo 25 saranno sostituite (9 al S. Anna e 16 in Asl)«. Al Delta «è stata persa la Gastroenterologia, a Cento la guardia della Chirurgia nei prefestivi e festivi, al S. Anna è stata abolita l’unità operativa di Fisiopatologia respiratoria e non sono mai stati attivati i 16 posti della terapia subintensiva». A Cona «la situazione è aggravata dal fatto che le relazioni sindacali sono interrotte da mesi - è il commento di Api - Le domande del questionario Anaao che ha bocciato il dg Rinaldi sono sempre le stesse, è il suo punteggio che è calato». Parro e Lodi hanno ricordato che «nell’Asl i rapporti con la direzione sono meno tesi». Le liste d’attesa sono uno dei punti dolenti del sistema, ha ribadito l’Anaao: 460 giorni per l’eco-doppler ai tronchi sovraortici al S. Anna (dati raccolti alcune settimane fa) e 376 all’Asl, 200 giorni per una visita gastro al S. Anna e 143 all’Asl, 200 giorni per una risonanza magnetica al S. Anna e 240 all’Asl, 190 per una colonscopia al S. Anna e 198 all’Asl.

«Il rischio concreto - ha aggiunto Parro - è che la rete ospedaliera con la nuova organizzazione perda i suoi punti di riferimento e che la popolazione non possa più curarsi alnell’ospedale dove è sempre andata. Di questo deve essere informata». «Gli ospedali di comunità di Copparo (20 posti) e di Comacchio (20 posti) non sono ospedali ma residenze assistenziali di fatto gestite da infermieri e da dove si esce entro poche settimane. Non sono posti ospedalieri. Quelli sono stati ridotti». L’eccellenza purtroppo sta da altre parti: «Guardate cosa hanno fatto al Bellaria per la Neurogchirurgia, dove hanno creato un Irccs - è il commento di Trevisani- Qui la sanità locale la stanno smantellando». «Invitiamo i cittadini a controllare i programmi dei candidati alla Regione prima di votare - ha concluso Api - Ferrara ha un bilancio sanitario di 1.7 miliardi, Ferrara sta a 607 milioni. Chi difenderà il nostro ospedale e la nostra università?».

Gioele Caccia

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