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«Qui è tutto “ko” ed “ex” La salamina ci salverà»

di Maurizio Barbieri
«Qui è tutto “ko” ed “ex” La salamina ci salverà»

Madonna Boschi, il terremoto ha reso inagibili la chiesa e le scuole elementari L’analisi di Ferraresi: «Non c’è più la coesione sociale che avevamo un tempo»

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MADONNA BOSCHI. Madonna Boschi è universalmente riconosciuta come patria della salamina da sugo al punto di meritare un monumento che accoglie i visitatori proprio all'ingresso del paese. Questo saporito insaccato rappresenta da oltre cinque secoli una specialità fra le più apprezzate delle nostre terre: le prime notizie risalgono al 1300 e ci arrivano da Guido di Bonaventura, mentre nel 1481 Lorenzo il Magnifico scrive a Ercole I d’Este per ringraziarlo del “salame” che gli era giunto “graditissimo”. Oggi la salamina da sugo viene prodotta rispettando rigorosi criteri artigianali: una sapiente mescolanza di carne suina, spezie e vino, sottoposta a una stagionatura di 9-10 mesi e a una cottura in grandi paioli per 4-6 ore. Alla salama da sugo Madonna Boschi dedica annualmente una rinomata sagra, che rappresenta uno dei pochi momenti di aggregazione. Ad organizzarla è la locale Pro Loco presieduta da don Andrea Frazzoli. Causa terremoto, dal 2012 la sagra si svolge in una tensostruttura accanto alle ex scuole elementari. «Speravamo per questa edizione di poter ritornare nella nostra vecchia sede - affermano Patrizio Berto, Paolo Lodi, Giuseppe Pulvirenti e Giovanni Antonioni, quattro storici volontari -, invece non è stato così e questo comporta per noi costi particolarmente elevati dovendo noleggiare una tensostruttura per una dozzina di giorni». Un altro luogo simbolo è la chiesa messa ko dal terremoto. «Non sappiamo ancora se e quando verrà recuperata - spiega Riccardo Ferraresi uno dei volontari della sagra e titolare di un bar ristorante, unica attività locale -, il paese sta morendo. Nel corso degli ultimi anni si sono insediate diverse famiglie, ma nella maggior parte dei casi si tratta di persone che lavorano fuori e che quindi vanno via la mattina e tornano per dormire, non frequentando Madonna Boschi, tranne rare eccezioni. Non c’è più la coesione che avevamo un tempo. Ora ci sono i gruppetti, i giovani se ne stanno per conto loro, così fanno le persone di mezza età e i pochi anziani restano soli».

Anche il fatto che il paese sia diviso in più Comuni certo non aiuta, anche perché accade che non ci sia sintonia univoca tra le amministrazioni di Vigarano Mainarda e Poggio Renatico sul da farsi. Ancora, il fatto che il paese sia piccolo è uno svantaggio, affermano in coro i volontari della sagra, perché magari in termini politici è più utile investire in centri numericamente molto più importanti. L’unica certezza è che il parroco don Andrea Frazzoli rimarrà alla guida della Pro Loco madonnese.

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