“Tano” è stato ucciso davanti ai figli
In Venezuela la tragica fine del 42enne Cristiano Vecchiatini di Tresigallo, la madre: «Diceva che là stava tanto bene»
Ogni sera telefonava a casa, dove vivono la madre Loretta Correggioli ed il fratello minore. Raccontava di come andava la vita in Venezuela, in compagnia della moglie e dei tre figli, di come stava bene in quel Paese del Sud America, dov’era arrivato una decina d’anni fa da Tresigallo.
Dopo un giorno di silenzio, sabato ecco la telefonata che nessuno voleva ricevere, la moglie di Cristiano Vecchiatini che comunica al fratello la morte del marito, ucciso da due persone con sei colpi di pistola a bruciapelo nella propria abitazione a Guarane, città di circa 150.000 abitanti. Una tragedia arrivata improvvisa nella famiglia di “Tano” (com’era conosciuto da tutti il 42enne) e di lì a poco nella comunità di Tresigallo.
Ieri abbiamo raggiunto telefonicamente la signora Loretta, che non si dà pace...
«Sono stanca di telefonate - le sue prime parole -, tutti a chiedere notizie e io che ho solo voglia di piangere. Non so cosa dire, la moglie ha telefonato in lacrime dicendo che hanno suonato al campanello, lui ha aperto e due persone gli hanno sparato sei colpi. Le ragioni? Non so, lei dice che non ce ne sono, racconta che nel pomeriggio si era arrabbiato, magari è stata una semplice disputa, qualcuno che lo può aver offeso per il fatto di essere italiano. Lui era un tipo caldo, si arrabbiava facilmente, ma da lì ad ammazzarlo così, davanti ai propri figli...».
“Tano” aveva lasciato Tresigallo una decina d’anni fa, assieme all’allora compagna che era incinta del primo dei suoi tre figli. «Poi quel rapporto è finito, può succedere - racconta la madre -, in seguito ha sposato l’attuale moglie con cui ha avuto altri due figli. Io e suo padre (morto cinque anni fa, ndr) non eravamo d’accordo, perché qui aveva era un “signore”, aveva un’attività, una casa tutta per sé e perfino una barca, sua grande passione assieme alle moto. Ma lui dal Venezuela non è più voluto tornare, aveva preso la cittadinanza ed al telefono ripeteva sempre che stava bene. E invece è andata a finire così, con due delinquenti che lo hanno ammazzato davanti ai figli».
Sul proprio profilo di Facebook sono arrivati alcuni saluti di amici tresigallesi, che hanno postato vecchie foto di “Tano”. «Conoscevo soprattutto suo padre - racconta il sindaco Dario Barbieri -, lui meno, non sapevo fosse da così tanti anni in Venezuela. Di certo è una tragedia per tutta la comunità di Tresigallo».
Ora la famiglia aspetta solo la salma, anche se in questo caso le procedure non sono semplici, come accadde un anno fa per Corazza di San Carlo: «Spero arrivi presto - chiude la madre -, la moglie ci ha parlato di 8-10 giorni. Vogliamo fargli i funerali anche qui».
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