Bietole, deve cambiare il modo di produrre
Brognara (Confagricoltura Ferrara): bisogna investire nell’innovazione
L'andamento climatico di questa estate, se da un lato ha abbassato la polarizzazione media delle bietole, dall'altra ne ha decisamente favorito la produzione. Nelle province del nord, infatti, si è registrata una produzione media di radici di 70-80 tonnellate per ettaro, portando pertanto la produttività media di saccarosio a circa 10-11 tonnellate per ettaro. Questi sono i dati medi a circa metà campagna. «Le numerose piogge e le basse temperature che si sono registrate (clima simile ai Paesi nordici) - afferma Alessandro Brognara, presidente della Sezione Bieticola di Confagricoltura Ferrara - ci ha portato ad avere una resa che per la prima volta si allinea agli altri Paesi europei. Questi risultati ci devono far riflettere sulla situazione attuale del comparto. Dopo la riforma e la chiusura degli zuccherific(ne abbiamo complessivamente 4 in tutta Italia) il modo di produrre deve cambiare. Per continuare ad essere competitivi con gli altri produttori europei bisogna investire nell'innovazione sia di prodotto che di processo».
Proprio in questi giorni a Bologna si è concluso il convegno internazionale organizzato dalla commissione tecnica della CIBE - Confederazione dei Bieticoltori Europei - dove si è fatto il punto sull'avanzamento delle tecniche, ma anche delle procedure, che gli agricoltori adottano per migliorare le produzioni. All'interno di questa commissione vengono trattati proprio i temi come le certificazioni e la divulgazione delle buone prassi adottate dai Paesi dell'UE. Questa attenzione all'innovazione ha permesso ai Paesi nordici di raggiungere rese di gran lunga superiori a quelle prodotte in Italia.
«Anche in Italia stiamo cercando di sviluppare reti di produttori eccellenti, che siano in grado di trasferire le loro buone prassi anche agli altri bieticoltori - afferma Brognara -. Stiamo cercando di imitare i migliori della classe a livello europeo per cercare di prepararci all'azzeramento delle quote zucchero che si verificherà a partire dal settembre 2017 e che ha già, di fatto, comportato un crollo del prezzo dello zucchero a livello mondiale, con conseguenze complesse per il nostro Paese. Bisognerà essere, per quell'epoca, assolutamente efficienti e produttivi per mantenere vivo questo settore. Uno dei progetti su cui si sta puntando è il rafforzamento di una filiera italiana a tutela dello zucchero nazionale, che potrà garantire sia gli agricoltori che i consumatori italiani».
Nel nord Italia l'industria bieticola è gestita da Coprob, che con i suoi due stabilimenti a Pontelongo e Minerbio controlla circa 33.000 ettari, mentre Eridania Sadam gestisce lo stabilimento di San Quirico con circa 13.300 ettari.
Andrea Tebaldi
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