Che ne sarà dei grillini? Lista civica in avvistamento
Comacchio, i partiti scompaiono dal consiglio e sembra nascere una nuova forza Il sindaco: non ne sono al corrente. Di Munno: solo “inciuci” con Ferrara
COMACCHIO. Il futuro di Comacchio potrebbe essere in una lista civica. La voce, nata da qualche mese ma diventata sempre più insistente in questi ultimi giorni, vedrebbe gli attuali amministratori uscire dal Movimento 5 Stelle per provare a portare avanti quanto iniziato da due anni a questa parte spogliandosi anche dell’ultimo vestito “politico” ed avvicinando in questo modo categorie che guardano Grillo e i grillini con enorme sospetto. «Non ne so niente, davvero - dice con voce tranquilla il sindaco Marco Fabbri - E al momento non ci penso nemmeno. Piccole soddisfazioni stanno arrivando, andiamo avanti evidentemente con lo spirito giusto...». Insomma, Fabbri e i suoi guardano «tanto Comacchio e poco Roma. Siamo stati eletti per lavorare qui e non altrove, le risposte le dobbiamo dare a coloro che incontriamo ogni mattina». Certamente è sufficiente aprire gli occhi per assistere ad un profondo mutamento. Basta fare un salto indietro di qualche anno per ricordare Comacchio cittadina molto attiva dal punto di vista politico, caratterizzata da vivaci dibattiti sotto diverse bandiere e corse elettorali dal risultato tutt’altro che scontato. Oggi le forze “politiche” presenti in consiglio vedono un solo consigliere del Patito democratico (Francesca Felletti) e uno del Pdl che però, non va dimenticato, è stato eletto con il supporto della civica Il Faro (Antonio Di Munno). Per il resto i partiti sembrano essere usciti definitivamente dall’aula, considerato anche che il rappresentante del Centrosinistra per Comacchio Fabio Cavallari è entrato a far parte del gruppo misto. Altro particolare che certo deve far riflettere, la partecipazione decisamente attiva degli imprenditori che collaborano con l’amministrazione portando avanti una serie di progetti che guardano lontano. Che ci possa essere anche per Comacchio una sorta di “listone” come è accaduto a Ferrara?
Qualcuno (Di Munno) parla di “inciuci” tra attuale maggioranza e Pd di Ferrara, «considerato anche che Fabbri è stato eletto in Provincia grazie al Pd: 30 voti ne sono la dimostrazione. Non aveva bisogno dell'appoggio delle opposizioni del suo consiglio, dei pentastellati ferraresi. È bastata la sua maggioranza e gli ordini di scuderia di Calvano, Zappaterra, Tagliani & C. Speriamo ora che la buona sorte protegga Comacchio».
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