Il Sant’Anna alla prova del ricambio
Negli ultimi anni è andata in pensione un’intera classe di primari e direttori. Ora tocca a Sebastiani, che chiede la ‘proroga’
Nel tempo ha assunto la consistenza di una vera e propria emorragia. Di esperienza e di professionalità, di contatti, di capacità di richiamo. Un fenomeno inevitabile per motivi anagrafici, amplificato dai riflessi pratici di leggi e normative che nel nostro Paese cambiano con una cadenza impressionante. All’ospedale Sant’Anna, il più importante della provincia, l’effetto spesso indesiderato, e talvolta anticipato rispetto alla scadenza naturale, è stato la fuoriuscita di professionisti, primari e direttori, che hanno marcato una fase importante della storia più recente della sanità locale.
Senza tornare troppo indietro, alla fine degli anni ’90, quando lasciò l’attività il professor Calogero Vullo, luminare della pediatria, o a metà del decennio scorso, quando fu il turno del chirurgo Ippolito Donini e dell’ematologo Gianluigi Castoldi, a partire dal 2010 di fatto l’ondata di dimissioni si è intensificata interessando un’intera classe di professionisti che avevano iniziato l’attività negli anni 70-80. Un processo che non ha ancora esaurito la sua spinta. L’effetto più visibile, per la scadenza ravvicinata, è rappresentato dal pensionamento, per raggiunti limiti di età, del prof. Adolfo Sebastiani, da 18 anni a Ferrara e punto di riferimento dell’oculistica in provincia. Sebastiani, ex preside di Medicina, oggi gestisce la delega alla sanità di Unife e il 31 ottobre dovrebbe concludere il rapporto con l’ente pubblico avendo passato la soglia dei 70 anni. Questa volta però la questione potrebbe avere un risvolto legale. Sarà infatti il Consiglio di Stato a decidere se la norma che impone quel tetto anagrafico ai professori universitari potrà essere applicata anche al suo caso. Come spesso avviene in Italia la legge, per la sovrapposizione e l’accavallamento di norme e sentenze, lascia aperto un pertugio e Sebastiani ha deciso di interpellare in materia la giustizia amministrativa. La Corte Costituzionale ha infatti reso meno stringente il vincolo di legge e se l’istanza sarà accolta, almeno per gli aspetti più legati all’attività didattica, Sebastiani potrà continuare ad operare per altri due anni. Quella scadenza coinciderà con il raggiungimento dell’età pensionabile per altri notissimi professionisti dell’azienda ospedaliera. Come il prof. Antonio Pastore, direttore dell’Orl e capo-dipartimento della Chirurgia specialistica, il prof. Ettore Degli Uberti, direttore dell’Endocrinologia, il prof. Alberto Liboni, allievo di Donini, direttore della Chirurgia generale ed ex preside di Medicina, il prof. Francesco Maria Avato, responsabile del dipartimento interaziendale della Medicina Legale e consulente in importanti processi penali (dal caso Aldrovandi al caso Pantani, al caso Stasi), il prof. Enrico Granieri, direttore della Clinica neurologica. Quattro anni fa hanno lasciato l’ospedale Francesco Cartei (Radioterapia oncologica), Giorgio Lelli (Oncologia), Alfredo Potena (Fisiopatologia respiratoria), Francesco Trotta (Reumatologia), Renato Fellin (Medicina interna), Florio Ghinelli (Malattie infettive), Francesco De Sanctis (Pediatria) e Carlo Longhini (Clinica medica). Di recente ha lasciato l’incarico la prof. Maria Rosaria Tola, che per anni ha guidato la Neurologia. Lo spazio per le nuove leve è oggi ristretto dal conto economico, sempre più asfittico, di ospedale e università. Chi entrerà? A breve è atteso dalla Puglia il futuro direttore di Ostetricia-Ginecologia. Ma quanti altri, si sussurra in corsia, decideranno di spostarsi per venire a Ferrara?(gi.ca.)
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