La Tari fa discutere Sì ai cambiamenti
COMACCHIO. Si torna a parlare di Tari (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) in Consiglio comunale a Comacchio. Nei mesi scorsi il presidente della Confesercenti del Delta Roberto Bellotti...
COMACCHIO. Si torna a parlare di Tari (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) in Consiglio comunale a Comacchio. Nei mesi scorsi il presidente della Confesercenti del Delta Roberto Bellotti aveva sottolineato che «un ristorante paga circa 4.500 euro l’anno, uno stabilimento lavorando mezza stagione arriva a 2.500, 3.000 euro in base naturalmente alle dimensioni». Ecco quindi che «era stato chiesto al sindaco Marco Fabbri e all'assessore Sergio Provasi di rivedere la tariffa». Ricordiamo che la proposta vedeva un aumento per i privati a favore di sgravi per le imprese? «Poniamo che il costo complessivo sia 100. Al momento 70 viene pagato dai privati e 30 dalle aziende. La nostra proposta è quella di portare a 72 il costo per i cittadini e a 28 quello a carico degli imprenditori». Un aggravio in più per le famiglie, dunque? «No, non esattamente. Le percentuali sono tali che i privati si troverebbero a pagare davvero solo qualche euro in più in un anno, roba da poco, mentre per le aziende "lo sconto" sarebbe notevole", parliamo di diverse centinaia di euro. Potrebbe essere un segnale importante».
«Per il 2014 non si può modificare nulla - dice il sindaco Fabbri - Apriremo un confronto per l’anno prossimo anche se i margini di intervento sono stretti».
«Ad oggi il nostro Comune vede il 68% delle utenze come domestiche e il 32% sono invece aziende ed all’interno di questa categoria rientrano diverse tipologie di attività produttive». «Aumentare le utenze domestiche significherebbe pesare ulteriormente sui proprietari soprattutto di seconde case che già scontano l’aumento Imu. Si potrebbe pensare invece a differenziare la seconda categoria considerato che gli stabilimenti non sono uguali agli alberghi o ai negozi, solo per fare un esempio». «Da parte nostra la volontà c’è, siamo aperti al diaolgo». (an.bo.)
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