Tamara, la ‘Zoffoli’ è già leader nel settore metalli
TAMARA. Un'azienda tra quelle leader nel settore del recupero metalli. Con una maggiore sensibilità in tema d’impatto ambientale e sicurezza, col territorio circostante. Aperta inoltre al mondo della...
TAMARA. Un'azienda tra quelle leader nel settore del recupero metalli. Con una maggiore sensibilità in tema d’impatto ambientale e sicurezza, col territorio circostante. Aperta inoltre al mondo della scuola. Anche per fugare le preoccupazioni emerse negli anni scorsi da parte alcuni residenti locali, poi in gran parte rientrate.
Si tratta della ditta Zoffoli Metalli, che fa parte della holding (40 dipendenti) con sede amministrativa e principale a Tamara, una unità locale a Gambettola (Forli-Cesena) luogo originario dell'azienda nata in ambito familiare, poi cresciuta anche nel Ferrarese: specializzata nel recupero e commercio di metalli ferrosi, di cui sono titolari Alessandro, Roberto e Mirco Zoffoli, con negli ultimi anni un processo di rinnovamento di staff e personale. La Nuova ha intervistato Andrea Pantanella: romagnolo come i fondatori, a soli 28 anni è nella direzione aziendale (dopo un'esperienza precedente nella sede di Bologna di una multinazionale). Come si presenta la situazione del mercato in questo momento? «Puntiamo su nuovi mercati esteri in Asia-risponde il giovanissimo manager -perché la Cina in questo fase ha frenato: in questi giorni i titolari sono in viaggio a questo scopo, in Thailandia e Malesia. In altre aree come l'Est Europa, siamo più' prudenti. Il cliente cerca un prodotto di recupero di maggiore qualità. Che è metallo tratto da autoveicoli e rame».
Per quanto riguarda la percentuale dell'export che può dire? «L'ultimo fatturato si è attestato per la holding su 130 milioni di euro di ricavi: una contenuta flessione c'è stata. Ma pesa la tuttora difficile situazione economica italiana. A Tamara c'è la maggior parte della lavorazione, Gambettola è soprattutto sede di stoccaggio. Lavoriamo ogni anno sulle ventimila tonnellate di materiali ferrosi. Ma abbiamo fatto la scelta di non acquistarlo da privati di dubbia provenienza, visti i furti continui. In Italia i nostri clienti sono grandi acciaierie. Lo scopo? Sempre produrre materiale di recupero e meno scarto possibile».
In tema di investimenti, impatto ambientale, più controlli e nuovi progetti che ci può dire in proposito? Sono in vista eventuali assunzioni?
«Cerchiamo di consolidare l'azienda cresciuta negli anni. Vi sono giovani assunti come apprendisti. E abbiamo chiesto alla Provincia l'autorizzazione Aia (autorizzazione ambientale) sulla sicurezza per ampliare l'attività. Devo dire che le autorità preposte (Comune di Copparo oltre che la Provincia) fanno giustamente i loro controlli periodici (uno anche mentre parliamo) ma apprezzano i nostri sforzi sull'impatto ambientale».
Come ultima considerazione e interventi? «Pure da parte nostra c’è più apertura in merito, in progetto un laboratorio didattico ad hoc con le scuole locali per sensibilizzare i ragazzi sul recupero dei materiali. Parteciperemo ancora alla giornata provinciale Industriamoci, su visite in novembre. Per ogni progetto chiediamo sempre prima il parte degli enti di controllo, con un approccio su cosa fare. Sentiamo - conclude - più responsabilità ambientale verso la comunità locale».
Franco Corli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
