Tre amici argentani e il salvavita ad hoc
Ecco il trasmettitore che collega le sirene alle auto vicine «Serve a segnalare meglio l’arrivo dei mezzi di soccorso»
SANTA MARIA CODIFIUME. Quanto volte è capitato che, a causa di autovetture sempre più insonorizzate o per il volume dell’autoradio o peggio ancora per l’auricolare del telefonino, agli automobilisti è risultato impossibile percepire in tempo utile il sibilo modulato delle sirene delle ambulanze, delle auto dei carabinieri o anche dei vigili del fuoco. Le conseguenze sono gli scampati pericoli dovuti solamente all’abilità degli autisti in soccorso o, nel peggiore dei casi, a testimoniare l’accaduto ci sono le croci lungo le strade.
Anche a tre amici argentani è capito di perdere un loro amico e così, per caso, una sera, mentre stavano facendo due chiacchiere, Dario Bianchi, impiegato di Santa Maria Codifiume, Santoro Nettis, impiantista di Alberino (vicino Codifiume), e Mauro Bocci, geometra di Bologna, si sono detti perché non provare ad inventare un salvavita ad hoc. Ebbene, a fine agosto, quell’idea si è concretizzata con un brevetto.
«Al momento - ci spiega Bianchi -, ci sono due modellini e si tratta di un trasmettitore e ricevitore con frequenza in AM (modulazione d’ampiezza,ndr): il primo va montato su ambulanze, pattuglie delle forze dell’ordine e vigili del fuoco, mentre il ricevitore va collegato con un led o cicalino su qualsiasi auto privata. Come funziona? Quando i mezzi di soccorso accendono la sirena, automaticamente il trasmettitore emette un segnale e tutte le auto che si trovano nel raggio di 200 metri lo ricevono e così si accende il led o il cicalino sul cruscotto dell’auto che avvisa del pericolo. Pensiamo all’utilità, ad esempio, negli incroci con o senza semaforo in città, oppure lungo le strade quando il suono della sirena, a causa della radio in auto e dell’auricolare, si percepisce quando è già troppo tardi. Riguardo alla sua utilità, abbiamo fatto un’indagine con gli addetti ai lavori, quali 118 e forze dell'ordine, e la risposta è stata molto positiva».
E la frequenza? «Ecco - conclude Bianchi -, abbiamo contattato il Ministero e non ci sono problemi per l’assegnazione di un’unica frequenza in AM. A chi è diretto il nostro messaggio? Beh, a qualche società o istituzione mentre per l’utente l’installazione costa solo alcune decine di euro».
Per ulteriori informazioni visitare il sito nettis.impianti@gmail.com
Giorgio Carnaroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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