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«Troppe liti su Cona Così la gente si spaventa»

Di Lascio (Ordine medici) non entra nelle vertenze sindacali dei camici bianchi Ma lancia un messaggio: meglio cercare le soluzioni che esasperare i problemi

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Basta scontri, in nome dei pazienti. È un appello a evitare i dissensi, o meglio ancora a ricomporli in un altro modo, quello che giunge dal presidente dell’Ordine dei medici Bruno Di Lascio, dopo la conferenza stampa dei direttori di dipartimento e quella dell’Anaao nella stessa settimana. Lui rivolge un appello alla pace: «è giunto il momento di smettere di cercare sempre i problemi per cercare le soluzioni. Le polemiche producono insicurezza nelle persone che si rivolgono a noi, già rese insicure dal proprio stato di salute». Nella conferenza convocata per presentare la quattordicesima Giornata del Medico preferirebbe non entrare nell’argomento, ma dopo le uscite di questa settimana è impossibile. «Chi legge il giornale deve poter essere rassicurato, e invece è portato a pensare “qui i lidga sempar” – è il ragionamento, condito di ferrarese –. L’Ordine non ha voce sugli aspetti sindacali e contrattuali» riconosce, però vorrebbe che diventasse un luogo di confronto e di composizione delle liti. Un tentativo che in realtà da piazza Sacrati cercano di portare avanti da un po’, «attraverso un percorso cominciato nel 2012 con la giornata intitolata ‘Dove va la sanità ferrarese’ e proseguito quest’anno con gli Stati generali della sanità, anche se qualcuno ha ritenuto di non partecipare a questi momenti». E in effetti, in entrambe le occasioni la lista degli invitati era notevole (dalle dirigenze aziendali ai sindaci, dai sindacati al volontariato), ma ciò che sembrava scarseggiare era proprio un’adesione degli operatori sanitari “comuni”, quei medici (e non solo) che senza avere ruoli nell’azienda o nelle sigle lavorano quotidianamente con i pazienti. Per Di Lascio però la partita non è persa. «L’unico posto non di parte in cui discutere questi problemi è l’Ordine. A noi non interessa chi ha ragione e chi torto, ma non sarà interessante per tutti fermarsi? Qui ormai siamo ai medici contro i medici, e così non si fa squadra. Questo può determinare insicurezza nei pazienti? Non è che qualche cittadino ha il timore che litighino mentre lo operano? Ed è legittimo andare in Tribunale, ma andarci ogni settimana? Eh ragazzi, anden…».

Gabriele Rasconi

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