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Una grande festa per Padovani

di Maurizio Barbieri
Una grande festa per Padovani

Il direttore della Filarmonica è alla guida da trent’anni. Nicola Barbieri presidente onorario

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SCORTICHINO. In quasi tutte le famiglie di Scortichino c’è stato almeno un componente che ha frequentato la scuola musicale e che successivamente ha militato nella gloriosa filarmonica “Giuseppe Verdi” associata all’Abmer, l’associazione che raggruppa le bande musicali. A differenza di quanto avviene in altre realtà, vedi il Trentino-Alto Adige dove in moltissimi paesi c’è un complesso bandistico, nei nostri territori le bande sono assai rare. La banda ha 132 anni di vita ma cerca sempre di essere al passo con i tempi. Da trent’anni il direttore è lo scortichinese Roberto Padovani, diplomato in oboe al Conservatorio “Frescobaldi” di Ferrara, il quale succedette al maestro cavalier Antonio Cevolani di Ferrara.

Domenica alle 16.30 sarà una grande giornata per la comunità intitolata “30 anni in 7 note”. Si festeggeranno infatti i trent’anni di direzione artistica di Padovani. Per l’occasione gli sarà conferita una targa. Al contempo verrà conferita la presidenza onoraria a Nicola Barbieri, da sempre vicino alla banda, inoltre sarà inaugurato il nuovo gonfalone donato dall’amministrazione comunale di Bondeno. La filarmonica si esibirà in un concerto che avrà luogo sul sagrato della chiesa e a metà concerto si svolgerà la cerimonia che prevede la consegna di una targa al direttore Roberto Padovani e al presidente onorario Nicola Barbieri, da parte del presidente Alberto Azzolini.

Padovani, che ha 66 anni, fa parte della banda scortichinese da una vita. Entrato giovanissimo , insegna musica da 44 anni (l’altro maestro è Davide Merighi mentre fino al 2003 c’era anche Antonio Fabbri). L’1 aprile ’73 è entrato a far parte della banda musicale del Comune di Venezia, dove è rimasto fino all’86. Nel contempo era impiegato al Comune di Bondeno dove è rimasto fino al 2001 quando è andato in pensione all’età di 53 anni «Avevo 40 anni e 6 mesi di contributi versati in quanto mia madre iniziò a versare le cosiddette marchette in agricoltura quando ero giovanissimo», tiene a precisare.

Come ha iniziato?

«Ho cominciato per caso ad avvicinarmi alla banda quando c’era il Maestro Sebastiano Orvieto. Ricordo he era nato nel 1911 ad Avola e veniva da Bologna in corriera. Non ho più avuto sue notizie, poi nel 1963 gli subentrò il Maestro Cevolani. La mia famiglia mi è stata molto vicina. Fare i concerti mi dà soddisfazione oltre che emozione. La musica mantiene vivi. La più grande è stata qualche mese fa quando ci siamo esibiti in piazza San Pietro di fronte al Santo Padre. Un’emozione unica, straordinaria».

Altri episodi che ricorda maggiormente?

«Il gran galà della lirica giunto al terzo anno, le esibizioni a Lana d’Adige assieme alla banda locale, le sfilate a Castelrotto in Alto Adige, a Cortina d’Ampezzo, in Svizzera e a Bihac».

La crisi si avverte anche nel mondo musicale?

«Un tempo facevamo 55 concerti l’anno, ora siamo sulla quarantina tra sfilate e accompagnamento durante le processione».

I rapporti con gli altri musicisti come sono?

«C’è sempre stato il massimo rispetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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