«Chi non ha votato Fabbri è fuori da 5 Stelle»
L’assessore Provasi: grazie a chi non si è espresso per obbedire al capo La reazione dopo l’elezione di Fabbri in Provincia: rispondiamo solo ai cittadini
COMACCHIO. «Ringrazio tutti i consiglieri del MoVimento Cinque Stelle che non hanno votato alle Provinciali per obbedire al capo. Consapevolmente hanno riattraversato il ponte accomodandosi sulla sponda di chi non vuole rappresentare i cittadini e le loro necessità. Per quanto mi riguarda sono tutti fuori dal Movimento». Ieri mattina l’assessore al Turismo Sergio Provasi ha affidato alla sua pagina Facebook uno sfogo di non poco conto. «La mia posizione è nota dal 25 febbraio 2013 (giorno delle elezioni politiche) e ci tengo a specificare che non parlo a nome del Movimento di Comacchio ma sono riflessioni personali». E aggiunge, «si può anche stare una vita a fare opposizione perché si è costretti, ma quando invece si è chiamati ad amministrare, così come è successo a noi, occorre prendere decisioni importanti e non è detto che si debba sempre e comunque seguire le linee dettate dall’alto. Insomma si può anche non essere d’accordo».
Per riassumere, il sindaco Fabbri è andato nelle scorse settimane contro il Movimento 5 Stelle presentandosi nel “listone” per la Provincia assieme ad altri amministratori provenienti dalla diverse forze politiche, suscitando polemiche e malumori. «Il programma del Movimento - va avanti Provasi - nulla dice rispetto all’esercizio amministrativo e non lo fa perché non ci sono grossi precedenti in questo senso. Ecco quindi che a mio parere ha fatto bene a decidere il sindaco con i suoi consiglieri considerato che quello provinciale non è certo un tavolo politico». E anche se l’assessore non si sbilancia e certo non parla esplicitamente della possibile creazione di una lista civica, nemmeno nasconde che un cambiamento è in atto «non nostra volontà. Continuiamo a fare il lavoro per cui siamo stati chiamati e se questo significa “disobbedire” allora sì, è vero, non abbiamo rispettato quando indicato dal Movimento. O almeno così dicono». «In Provincia, e voglio capire perché dovrebbe essere diversamente, devono esserci tutti i rappresentanti. Il sindaco non è andato a Ferrara a guardare ma a rappresentare Comacchio. Abbiamo portato avanti diversi tavoli di confronto, la decisione non è stata presa nelle segrete stanze - fa sapere Provasi - ma se l’idea è e resta quella che non si può andare fuori dal diktat allora ci assumiamo le nostre responsabilità e andiamo avanti, anche da soli se necessario».
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