«Oerlikon, solo promesse per gli ex dipendenti»
Disoccupati 32 addetti over 50 e a dicembre scadono gli ammortizzatori sociali Lo sfogo di un lavoratore: tutte le speranze si sono trasformate in delusioni
CENTO. «Oerlikon Graziano, la telenovela continua». È la riflessione di Roberto Fabbri, ex dipendente della azienda e vicepresidente Club Forza Silvio “Il Guercino” di Cento, che traccia un bilancio a cinque anni da quella fatidica data del 10 dicembre 2009, quando una delegazione di dirigenti del Gruppo Oerlikon-Graziano, presentarono, al ministero dell’economia e dello sviluppo, il piano industriale del gruppo. «Un piano – ricorda Fabbri – che ha sentenziato la morte dello stabilimento di Cento, quello fra gli otto in affitto (il 100 per cento dello stabile e l’80 per cento dei macchinari di proprietà della New Holland Gruppo Fiat) con i relativi 226 dipendenti».
Ricordi nitidi quelli che l'ex dipendente dell'Oerlikon porta all’attenzione di chi in questi anni ha seguito la vicenda: «I visi dei miei colleghi segnati dallo sgomento mescolato alla rabbia. Poi l’ansia e la disperazione sono calate su tutti noi, in particolar modo tra quei capi famiglia con figli e mutuo. In questi anni, una parte dei 226 dipendenti è riuscita a percepire la pensione di anzianità (inseriti anche i 55 classificati come “esodati”), e quelli che non superavano i 45 anni di età, sono riusciti a trovare un posto di lavoro in questo disastroso periodo che sta attanagliando il nostro paese. Purtroppo 32 over50, quelli troppo giovani per essere pensionati e troppo vecchi (a dire di tutte le aziende) per aspirare ad un’occupazione, sono rimasti senza lavoro». Per loro, il 31 dicembre scadono gli ammortizzatori sociali: «Una mobilità che, se anche una cifra non elevata, è di vitale aiuto».
Poi con la fusione Fiat-Chrysler, la speranza che «con l’integrazione dello stabile dell'ex Oerlikon alla Vm Motori, anche i lavoratori (essendo ex dipendenti Fiat) venissero automaticamente assorbiti. Ma con il passare del tempo - evidenzia Fabbri - anche queste speranze si sono trasformate in cocenti delusioni e si sono così trovati a dover lottare contro quell’invisibile mondo del mercato, dove il profitto è il comandamento primario senza lasciar spazio a un briciolo di umanità».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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