Tecopress, riunite le due indagini
Disposti nuovi accertamenti sulle vie di fuga dello stabilimento
Si è aperto ieri il primo processo sulle tragedie del terremoto del 20 maggio 2012. La prima delle inchieste ad approdare al dibattimento è quella per la morte di Gerardo Cesaro, l’operaio della Tecopress di Doss rimasto ucciso sotto le macerie, e che vede sotto accusa tre tecnici (progettisti, direttori dei lavori e collaudatori), imputati per omicidio colposo in concorso: Modesto Cavicchi, Dario Gagliandi e Antonio Proni. Il processo è stato subito rinviato al 30 aprile per ascoltare i testimoni e per poter riunire - nell'ipotesi di nuove accuse ad altri indagati - in un unico procedimento le due "tranche" dell'inchiesta. Oltre a quella arrivata ieri al dibattimento c’è infatti una seconda indagine, condotta dallo stesso pubblico ministero Alberto Savino, che riguarda il titolare Enzo Dondi e la responsabile sicurezza Elena Parmeggiani, per i quali - a differenza di altri dieci indagati - non era stata chiesta l'archiviazione e il gip aveva disposto nuovi accertamenti.
Per questo motivo sono in corso approfondimenti tecnici richiesti dalla parte civile (avvocati Gaiani e Resca), accolti dal giudice e ordinati alla procura. In particolare le difese hanno chiesto agli inquirenti di definire con esattezza il punto in cui fu ritrovato il corpo della vittima per valutare la presenza o meno delle necessarie vie di fuga dallo stabilimento. Tra le accuse contestate agli indagati c’è infatti anche il mancato rispetto delle norme sulle sicurezza. La chiusura delle indagini, per questo secondo filone, è prevista entro la fine dell'anno, così come si attende entro il 2014 la fine dell'inchiesta per i crolli alle Ceramiche Sant'Agostino che causarono la morte di due operai Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni.
Anche per la terza inchiesta, giunta davanti al gup a fine ottobre, per il crollo alla azienda Ursa di Stellata di Bondeno, sono in corso accertamenti tecnici che potrebbero riaprire l'indagine e allargare il numero degli indagati (ora 4, tutti tecnici) per la morte dell’operaio Tarik Naouch 29 anni, che lavorava nel turno notturno alle 4 del mattino del 20 maggio 2012, quando il tetto del capannone gli crollò addosso uccidendolo.
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