«Venti giorni per riavere Cristiano»
Tresigallo, ieri il console italiano ha telefonato alla madre del 42enne assassinato in Venezuela. Mistero sul movente
TRESIGALLO. Almeno una ventina di giorni prima di poter avere a casa il corpo di Cristiano Vecchiatini, il 42enne di Tresigallo assassinato venerdì della scorsa settimana nella sua casa di Guarane, la città del Venezuela (350 chilometri dalla capitale Caracas) dove da 10 anni si era trasferito. Un omicidio efferato tanto più perché avvenuto davanti alla giovane moglie di Cristiano e davanti ai suoi due bambini. La caccia è ora alle due persone che, a bordo di una potente motocicletta, hanno dapprima suonato al campanello della casa di Cristiano, per poi scaricargli addosso una raffica di proiettili che non gli hanno lasciato scampo.
Ieri, intanto, la madre di Cristiano, Loretta Coreggioli, che in questi giorni sta dimostrando una forza d’animo non comune, ha ricevuto la telefonata del console italiano in Venezuela per il tramite del corrispondente consolare Gesualdo Paternò. La telefonata, alla quale hanno assistito sia la signora Loretta che l’altro figlio Diego, ha acceso qualche speranza nei familiari del povero Cristiano, speranza di poter avere in tempi relativamente brevi il corpo di Cristiano a Tresigallo. Le incognite, purtroppo, non mancano: un Paese democraticamente legato a un esile filo quanto a pace sociale, un Paese - il Venezuela - in cui non è certo difficile procurarsi e detenere un’arma, ed ancora i tempi piuttosto lunghi degli iter burocratici, per la verità, questa, caratteristica della maggior parte dei sistemi latino-americani. La polizia locale sta indagando sull’omicidio di Cristiano, ma ancora pare essere lontana dall’accertare la verità. Guarane, come gran parte del Paese, non è infatti immune da regolamenti di conti e faide che spesso trovano nelle armi la loro risoluzione. Stando a quanto detto dalla madre di Cristiano, il 42enne - che in questa città di 155mila abitanti - viveva con la moglie e i due figli, gestiva una rivendita/chiosco di prodotti da panificio e non sembra avesse qualcosa di grave o pericoloso ‘in sospeso’. Ma soltanto la moglie, forse, potrà svelare qualche retroscena capace di dipanare l’intricata matassa di questo terribile assassinio. Inspiegabile per chi si trova a migliaia di chilometri di distanza. La moglie ha intanto fatto ritorno da Caracas (dove il feretro è stato trasferito) ed attende pure di lei di poter nuovamente parlare con la polizia. Cristiano era rientrato alterato. Forse un litigio all’origine della tremenda vendetta?
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