«Così si penalizza il commercio»
Felloni (Ascom) e Osti (Confesercenti) contrari ai provvedimenti
FERRARA. Ecco di nuovo i giovedì senz'auto: un provvedimento che a detta di molti non ha motivo di esistere. Nei periodi dal 9 ottobre al 30 novembre 2014 e dall'8 gennaio al 31 marzo 2015, ogni giovedì dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18 sarà in vigore il divieto di circolazione all'interno del centro abitato di Ferrara (delimitato dalla specifica segnaletica), con l'esclusione delle “strade corridoio” e per alcune categorie di veicoli meno inquinanti.
I commercianti del centro sono contrari a questa iniziativa. «Abbiamo già espresso la nostra contrarietà e il nostro disappunto nei confronti di questo provvedimento - afferma Giulio Felloni, presidente di Ascom Ferrara - Il fatto è che il Comune oggi riceve queste disposizioni dalla Regione che, momentaneamente, trovandosi senza amministrazione, mantiene le norme della precedente giunta. Fino a quando in Regione qualcuno non comprenderà l'effettiva inutilità dei giovedì senz'auto, questo provvedimento sarà applicato».
Con il presidente di Ascom si trova in accordo anche il direttore di Confesercenti, Alessandro Osti, che non ha potuto far altro che esprimere la propria contrarietà e sottolineare come «ancora una volta una manovra di questo tipo vada a favore dei grandi centri commerciali e a sfavore dei commercianti del centro storico». Secondo Felloni, che si fa anche portavoce di molti della “sua” categoria, i risultati del provvedimento sono stati pressoché inconsistenti.
«I benefici non si sono visti, oppure sono stati minimi, e il danno non l'hanno subìto unicamente i commercianti ma la città tutta. Attualmente non possiamo fare nulla per impedire che ciò continui ma - assicura il presidente Ascom - appena ci sarà una nuova giunta regionale presenteremo le nostre richieste e esporremo le nostre perplessità. Purtroppo -chiude - al momento ci troviamo a combattere una battaglia senza l'avversario sul campo».
Per il fronte Confesercenti invece, Osti vuole portare ancora una volta all'attenzione che il tessuto commerciale interno è già debole: «Questa manovra - spiega - ancora una volta incentiva l'economia esterna, dei grandi centri. Le piazze però così facendo rischiano di restare vuote». Una preoccupazione e un malcontento di cui si fanno carico le associazioni di categoria a nome di commercianti e esercenti che costantemente lamentano le difficoltà di una crisi che, a detta loro, ancora non lascia intravedere spiragli di miglioramento.
Samuele Govoni
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