Ex zuccherificio, l’ipotesi è opporsi ai licenziamenti
Bondeno, per i 14 dipendenti rimasti senza lavoro si prospetta la possibilità di impugnare il provvedimento dell’azienda dopo lo stop alla riconversione
BONDENO. Potrebbe essere destinata ad avere ulteriori strascichi la vicenda che vede coinvolti i 14 dipendenti dell’ex zuccherificio di Bondeno, dopo la firma di mancato accordo tra sindacati e Fin Bieticola, giovedì mattina al Centro per l’impiego della Provincia. I dipendenti potrebbero impugnare il licenziamento, tenendo conto che l’azienda non ha ottemperato a tutte quelle che erano le regole di legge disposte nell’ambito del piano di dismissione degli zuccherifici.
Il mancato accordo di giovedì, che di fatto annulla tutte le ipotesi di riconversione dell’area - vedi il “sogno” pastificio - porta infatti al licenziamento degli ultimi 14 dipendenti rimasti in carico all’azienda: erano oltre una novantina quando è cominciato il piano di dismissione. Ma proprio in virtù di quella che è stata la travagliata storia della chiusura degli stabilimenti saccariferi, iniziata nel 2006, potrebbe esserci l’ulteriore strascico per gli ultimi dipendenti dell’ex zuccherificio. Infatti la dismissione degli stabilimenti saccariferi iniziò sulla base delle direttive dell’Unione europea volte a razionalizzare la produzione, con la riduzione delle quote assegnate all’Italia e la chiusura degli zuccherifici rimasti nel Ferrarese (Bondeno, Ostellato, Pontelagoscuro). Direttive che prevedevano contributi dell’Ue alle aziende che chiudevano i propri stabilimenti, con smantellamento e bonifica del sito. A queste direttive si aggiunse la legge italiana 81/2006 con la quale si regolamentava ulteriormente il percorso sul territorio nazionale, prevedendo per le aziende la riconversione dei siti smantellati , in conseguenza dei contributi Ue ricevuti e per la tutela dell’occupazione. Ma proprio quest’ultimo elemento viene a mancare a Bondeno, da qui l’ipotesi che per i dipendenti ci sia la possibilità di impugnare i licenziamenti.
Resta comunque il rammarico per quello che è un colpo non solo ai 14 lavoratori e alle loro famiglie, ma a tutta la comunità bondenese: solo a Bondeno, infatti, si va a perdere forza lavoro, visto che per Pontelagoscuro la riconversione ha proceduto con la nascita di Ferrara Food, azienda aperta nell’Argentano che ha assorbito i dipendenti dello zuccherificio. Mentre per Ostellato (della Coprob, la quota è passata a Minerbio e quindi la chiusura non ha comportato incentivi Ue) non si sono avuti licenziamenti del personale. Tra l’altro non va dimenticato che la maggior parte dei dipendenti impiegati nello zuccherificio bondenese al momento della chiusura, è riuscita a ricollocarsi grazie all’azione propria e delle organizzazioni sindacali. (al.vin)
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