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«Il premier in Krasnodar... passeranno altri mille anni»

Marcello Pradarelli
Renzi all'Aquilone
Renzi all'Aquilone

Una piccola folla, donne in gran parte, l’ha atteso davanti alla materna l’Aquilone Baci e strette di mano. Poi la visita alla scuola: «Bimbi siete fortunati, è bellissima»

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FERRARA. Sono le 17.10 e Renzi ancora non arriva. Londra-Milano-Roma-Bologna...it’s a long way to Ferrara. E’ una strada lunga e con qualche imprevisto. Davanti all’Aquilone ci sono 200-300 persone, qualcuno aspetta dalle quattro e filosofeggia: «Il presidente del consiglio qui in Krasnodar...passeranno altri mille anni».

Scatta un falso allarme, quando davanti all’ingresso della scuola si ferma un’auto dalla presidenziale apparenza: lo speaker di una tv nazionale si prepara per la diretta: «È Renzi. anzi no, scusate, sono i fotografi di Palazzo Chigi». Dalla macchina esce un Luigi Marattin ignaro di essere stato scambiato per un fotografo. Deve ancora acquisire fama nazionale il nuovo acquisto dello staff renziano di Palazzo Chigi,

Che però viaggia: l’altro ieri era col premier a Londra in Downing Street per la prima uscita europea: «È stato un bel battesimo» dice l’ex assessore al bilancio che intanto saluta la folta truppa democratica che si è raccolta in via Mambro: da Roma è arrivato anche il ministro Dario Franceschini, da Modena il candidato alla presidenza della Regione Stefano Bonaccini, che posa per un foto con Paolo Calvano, Marcella Zappaterra, Irene Tagliani e Eric Zaghini.

Non sono quattro qualunque, sono i quasi certi candidati ferraresi alle regionali. Si decide martedì, ma le possibilità del quinto, Michele Rubbini, sono ridottissime. Tanto più se non è venuto a omaggiare il segretario-premier.Eccolo Renzi. Sono ormai le cinque e mezzo. Esce dall’auto, parte un breve applauso e la siepe di persone - in maggioranza donne - schierata sul lato della strada gli si fa incontro: «Renzi, ce la facciamo?».«Ce la facciamo, certo che ce la facciamo». «Tieni duro allora».

E sono baci e strette di mano. Per la cronaca la prima donna ferrarese baciata dal presidente del consiglio è una nonna: «Non voglio interviste, non dico niente, per carità».Solo l’ingenuità della nipote («glielo dico io come ti chiami») la smuove un po’: «Mi chiamo Dina, sono contenta che mi ha baciato, sono venuta apposta».

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È tempo di infilarsi nell’Aquilone, la scuola materna tutta nuova ricostruita con i fondi regionali del terremoto. I giornalisti non possono entrare, ma più o meno è andata così: Il sindaco Tiziano Tagliani, gli assessori Aldo Modonesi e Annalisa Felletti hanno illustrato al premier di che pasta è fatto l’Aquilone. Un dato su tutti. grazie ai materiali usati (molto bio e molto efficienti) al fotovoltaico e ad altri accorgimenti ecosostenibili, scaldare i 1500 metri quadri della scuola costerà come scaldarne 150 di un appartamento tradizionale.

L’assessore regionale Patrizio Bianchi spiega come l’Emilia Romagna ha rimesso in piedi le scuole che il terremoto aveva compromesso. Poi tocca a Renzi fare domande e posare con maestre e bambini: «Siete fortunati, avete una scuola bellissima» si complimenta. I cento bambini, ora ospitati nel container di Krasnaodar, entreranno per davvero lunedì 13 nell’Aquilone. I lavori sono finiti, ma mancano gli arredi e le pulizie finali.

Alle 17.53 Renzi esce:«Ciao, ciao a tutti». Fuori l’attendono le donne che non avevano avuto il bacio. «Renzi vieni qui». Impossibile negarsi. Si concede un minuto poi è già sull’auto che lo deve portare in piazza Municipale.

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