Mogherini in video: stop alle stragi in mare
Il ministro degli Esteri ieri a Lampedusa si è collegata con la piazza di Ferrara L’incontro “Cara Italia, ti scrivo” ha visto la partecipazione dei ragazzi del liceo
FERRARA. Una piazza gremita di giovani, adolescenti, ragazze e ragazzi affamati di sapere. Ecco cos'è stato, almeno a primo impatto, “Cara Italia, ti scrivo”; evento svoltosi ieri mattina al centro di Ferrara. Gli studenti dei licei “Roiti” e “Ariosto” hanno intervistato Ewelina Jelenkowska-Lucà della Commissione europea e Giampaolo Musumeci di Radio24. A condurre l'incontro ci ha pensato Federico Taddia, anch'egli voce di Radio24.
Da calendario avrebbe dovuto partecipare al dibattito anche Federica Mogherini, ministro degli affari esteri, ma la platea si è dovuta accontentare di un videomessaggio. La Mogherini infatti, si trovava a Lampedusa per celebrare il primo anniversario del naufragio di migranti costato la vita a 368 persone.
«È nostro dovere - ha affermato il ministro durante il suo saluto - evitare che eventi simili si ripetano. Questo festival rappresenta un'occasione importante di confronto. Dobbiamo mettere in rete le nostre conoscenze e dobbiamo lavorare con uno sguardo lungo nel tempo, per costruire una speranza e un futuro». In “Cara Italia, ti scrivo", gli studenti delle scuole superiori si sono messi in gioco dando voce, attraverso la loro voce, a Paesi, fatti e realtà a noi vicine anche se apparentemente lontane.
La prima lettera “arrivava dall'Ucraina” e prendeva in esame le tensioni e i conflitti che da mesi si stanno protraendo. Che fare per risolvere un dilemma internazionale che ha causato morti, sfollati e dolori? Non è semplice lavorare a una mediazione ma ci si sta provando, l'Europa sta cercando di porre fine a questo dramma. Quando il microfono è passato a Musumeci, il proiettore alle sue spalle ha mostrato la foto di un ragazzo congolese che lavora in miniera in Africa: «Io racconto storie, nella vita faccio questo. Giro il mondo e cerco di raccontare storie ma a queste poi devo dare volto, corpo, sudore. Questo ragazzo - spiega indicando lo schermo - lavora per 10 dollari al giorno per estrarre un minerale che poi finisce anche nei nostri smartphone, il Congo non è poi così lontano vero? Esigente sempre un'informazione corretta, documentatevi sui fatti esteri e seguite le vicende del mondo».
Applausi. Gli studenti hanno poi parlato di altri casi, altre violenze, soprattutto soffermandosi su casi di razzismo e abbandono. «In questo Paese - ha spiegato la Jelenkowska-Lucà - i diritti umani sono una realtà concreta da diversi decenni. Tutti voi (rivolgendosi ai ragazzi, ndr) siete nati in uno stato democratico e per questo molte cose vengono date per scontate. In altri paesi non è così e quei diritti che a noi sembrano normali, devono ancora essere conquistati».
Samuele Govoni
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