Ex zuccherificio, dal Pd attacco frontale alla giunta
Il capogruppo Nardini: Bondeno unico centro che non ha avuto la riconversione e che adesso vede anche l’arrivo delle lettere di licenziamento per i 14 dipendenti
BONDENO. «L’amaro epilogo della vicenda dell'ex zuccherificio di Bondeno è la conseguenza di una gestione davvero assurda delle ipotesi di riconversione dell’area di questi anni». Giovanni Nardini, capogruppo Pd in consiglio comunale, esprime tutta la sua amarezza per l’esito finale di una vicenda che colpisce non solo i 14 dipendenti dell’ex zuccherificio (che hanno «la mia solidarietà e la mia vicinanza» cui stanno per arrivare le lettere di licenziamento di Fin Bieticola, ma tutta la comunità bondenese, che con la riconversione dell’area aveva la possibilità di posti di lavoro e di crescita economica.
«L'idea di opporsi al licenziamento, se vi sono le condizioni - rileva Nardini, alla luce della possibilità che i 14 dipendenti possano ricorrere contro il licenziamento - mi sembra da percorrere sino in fondo perché troppe cose non quadrano nella vicenda Bondeno». Anche perché, quella dell’ex zuccherificio di Bondeno, ricorda il capogruppo Pd, è l’unica area - fra le tre del Ferrarese coinvolte nel piano europeo di dismissione degli stabilimenti saccariferi - «dove non è stato fatto un progetto vero di riconversione, l'unico caso dove i dipendenti sono stati licenziati. Viene spontanea una semplice domanda: dove sono finiti e chi ha intascato i soldi della riconversione? Stiamo pagando sino in fondo gli sbagli e le scelte discutibili della proprietà». Ma soprattutto, incalza Nardini, questa vicenda ha dimostrato «l'incapacità dell'amministrazione comunale di affrontare, con sano realismo, i problemi sul tappeto. Solo cinque mesi fa Alan Fabbri andava ripetendo che vi sarebbero stati quattrocento posti di lavoro. A fine febbraio abbiamo assistito ad uno show, da pura campagna elettorale, ben orchestrato dall'amministrazione comunale, con l'apporto di Enumplan e Thomas Food nel quale ci spiegavano che nel 2016 vi sarebbero stati quattrocento dipendenti in fabbrica e si poteva cominciare ad inviare le richieste di assunzione. Dove sono finiti questi pifferai? Dove sono finiti i 100 milioni dieuro che erano solo una piccola parte dell'investimento? Cose da non credere, ma possibili solo a Bondeno».
In più il capogruppo Pd ricorda come il sindaco abbia «continuato per anni a sostenere che i debiti lasciati sul territorio da Enumplan fossero una questione tra privati. Ora cosa dirà sui licenziamenti? Continuerà a pensare solo ai propri interessi di bottega dimenticandosi di quelli del territorio e dell'intera comunità? I cittadini di Bondeno sono stati presi in giro dall'amministrazione comunale e da finti investitori. Le aziende di Bondeno, impegnate nella ristrutturazione della palazzina uffici vantano crediti per centinaia di migliaia di euro. Gli ultimi 14 dipendenti Italia Zuccheri sono stati licenziati. Peggio di così non poteva andare». Visti i risultati - ribadisce l’esponente dei democratici bondenesi - « vorrei capire da Alan Fabbri a cosa sono serviti i pranzi e le cene con Enumplan. O i vari viaggi in Svizzera. La responsabilità dell'amministrazione comunale di Bondeno in questa assurda vicenda è enorme. Un altro problema creato a Bondeno, ancora si perdono posti di lavoro. E quali sono le prospettive? Cosa fa il sindaco? La popolazione cala mentre negli altri comuni dell'Alto Ferrarese aumenta. Il reddito complessivo diminuisce rispetto alla media provinciale. Questi sono i risultati dell'azione di governo di questi anni. Continuerà a dire che tutto questo è solo un problema tra privati?». (al.vin)
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