Il “re” storione: la cucina torna all’antico
PILASTRI. Una serata a cena “con il re del grande fiume”, evento che aveva il compito di riscoprire sulla tavola lo storione, quasi sparito dopo secoli di tradizione dalla cucina ferrarese, ma che...
PILASTRI. Una serata a cena “con il re del grande fiume”, evento che aveva il compito di riscoprire sulla tavola lo storione, quasi sparito dopo secoli di tradizione dalla cucina ferrarese, ma che l’associazione Slow Food sta riscoprendo, con interessanti ripercussioni anche sullo studio scientifico della nutrizione.
Tutto questo si è svolto venerdì sera al ristorante Dogana di Pilastri, di fronte ad una quarantina di ospiti, con un menù predisposto dal titolare Valter Lucchini, teso a rivitalizzare la tradizione culinaria con lo storione presente in varie portate: dalle scaloppe parzialmente marinate ai passatelli e al brodetto di storione a becco d’asino. Il tutto accompagnato dai vini Mattarelli.
L’iniziativa, svoltasi alla presenza di Alberto Fabbri e Mauro Govoni di Slow Food, non è che la terza di quattro tappe (due si sono svolte nei ristoranti dell’ex ghetto ebraico di Ferrara), «Con l’intenzione di riscoprire le vecchie ricette, riadattate da ciascun ristoratore - ha spiegato Stefano Tassi, referente per Cento e Bondeno di Slow Food -, nelle quali lo storione torna protagonista sulla nostra tavola».
Cosa di cui si ha notizia anche da epoche precedenti alla Corte Estense: alla serata erano infatti presenti due studiose dell’Università di Ferrara, Giulia Osti e Lara Dalfiume. Le due archeobotaniche si stanno occupando, assieme al professor Marchesini, di indagare sull’eventuale presenza di resti di pesci consumati dagli antichi della Terramara di Pilastri.(mi.pe.)
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