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INTERNAZIONALE

«Irresponsabile denigrare le istituzioni del Paese»

Tagliani Boldrini
Tagliani Boldrini

Incontro al Comunale con Ilvo Diamanti sul tema dell’antipolitica E il giornalista: «A Ferrara sto bene, mi hanno pure intitolato un palazzo...»

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FERRARA. Dopo la visita alla redazione della Nuova Ferrara, Laura Boldrini si è spostata in Teatro Comunale dove ha discusso con il sociologo e politologo Ilvo Diamanti sui temi della politica e della sua “gemella”, l’antipolitica.

La sua è stata una difesa dell’istituzione che presiede da più di un anno e mezzo, la Camera dei deputati: «Se io parlassi male del Parlamento riceverei un’ovazione, ma non sarebbe giusto. Ve lo giuro: conosco tanti deputati che lavorano bene, studiano, approfondiscono le questioni. Il problema è che non li conoscete, non vanno mai in prima pagina. Si parla magari di quello che agita in aula una spigola, invece. La dignità delle istituzioni – ha proseguito la Boldrini – serve al Paese, è irresponsabile denigrare sempre la classe politica».

La presidente della Camera ha rivendicato i tagli alle spese a quel ramo del parlamento («in due anni il budget è stato tagliato di 138 milioni di euro, non era mai successo, poi è chiaro che non basta mai»), poi è scivolata quando ha chiesto alla platea: «Vorrei vedere se vi tagliassero lo stipendio del 20% come è successo a noi, cosa succederebbe?». Brusio dal pubblico.

Ma la Boldrini ha rischiato l’impopolarità anche quando ha difeso il finanziamento pubblico dei partiti: «Esiste praticamente in tutto il mondo: dove non c’è ed esiste solo quello privato, poi le aziende presentano il conto. La democrazia non può essere a costo zero: è demagogia». In questo caso la maggioranza dei presenti nell’affollato Teatro Abbado ha applaudito sonoramente.

Diamanti ha esordito con una battuta («io a Ferrara mi trovo bene, mi hanno intitolato un palazzo»), poi ha messo sul piatto il suo punto di vista di analista esperto. «L’antipolitica non esiste, o meglio: è la politica al tempo del marketing e riscuote molto successo. Peraltro la percentuale di cittadini che oggi dicono di avere fiducia nel parlamento si aggira attorno al 10-12%. Oggi il popolo non si sente né rappresentato né governato. D’altronde il vostro voto non vale più una mazza».

Risate amare in platea a suggellare uno stato di fatto. Il problema, in fin dei conti, è rintracciabile in questo: «La sfiducia è una virtù democratica – ha detto Diamanti -, se coltivata nella giusta maniera. Purtroppo tuttavia stiamo coltivando una politica in cui è normale non saper fare quello che dovrebbe fare la politica. Ma vi chiedo, onestamente: voi vi fareste curare da un medico che non sa nulla di medicina?».

Fabio Terminali

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